Oggi | 8 ottobre 2020 15:48

«Economia circolare, la Toscana deve migliorare»

Sull'economia circolare la Toscana può migliorare. Molti suoi distretti sono stati antesignani sul tema, ma oggi tutta la regione deve prepararsi ad affrontare una delle transizioni fondamentali che attendono il sistema produttivo nei prossimi anni. Lo spiega uno studio della Scuola Superiore Sant'Anna di Pisa realizzato per Confindustria Toscana. Ad esempio, investire in ricerca e sviluppo per il recupero di rifiuti e favorire quindi il riciclo e il riutilizzo delle plastiche, non solo degli imballaggi, sarebbe una delle azioni da intraprendere per gettarne le fondamenta dello sviluppo.

Lo studio spiega che "la gestione efficace dei rifiuti, considerati risorse in una ottica circolare", sarebbe un punto chiave «per un processo di transizione verso il recupero energetico». Le istituzioni quindi, spiega la ricerca, «dovrebbero indirizzarsi verso interventi coerenti, definendo una regolazione chiara, snella ed efficiente», per favorire investimenti nella gestione delle tecnologie già impiegate, come gli inceneritori, oppure in quelle più innovative come i pirolizzatori, cioè impianti capaci di separare le molecole di cui sono composti i rifiuti senza bruciarli.

A chiedere azioni di supporto alla transizione verso l'economia circolare, sono gli industriali toscani, che chiedono al nuovo governo regionale di intervenire anche su questo "nodo di sviluppo" regionale.

Lo studio, che aveva dato il via alla campagna #impattotoscana, era stato consegnato ai candidati alla presidenza della Regione e individua in tutto 8 direttrici per la crescita, che insieme all'economia circolare sono: Ricerca e innovazione, Sanità salute e benessere, Industrie 4.0 e digitale, Infrastrutture mobilità e sviluppo, Agroalimentare, Formazione e capitale umano.