Oggi | 7 ottobre 2020 19:26

Recupera l'industria, Pil a -9% (come l'Italia)

La buona notizia, se così la vogliamo chiamare, è che la Toscana non è più il "brutto anatroccolo", cioè la regione più colpita dalla crisi Covid e quella in cui il Pil 2020 scenderà più della media italiana.

In estate la produzione industriale ha rialzato la testa (recupero di 10 punti in giugno e di 7,5 punti in luglio) - dopo il tonfo di marzo e aprile e dopo un maggio «incoraggiante» - e ora le previsioni aggiornate dell'Irpet (l'Istituto regionale per la programmazione economica della Toscana) stimano un Pil 2020 a -9%, in linea con quello italiano.

La brutta notizia è che la ripresa è «fortemente diversificata su base provinciale e settoriale, con alcuni territori e settori di produzione che continuano a mostrare evidenti difficoltà». Hanno recuperato i livelli di produzione analoghi ai dodici mesi precedenti l'industria alimentare, la meccanica di precisione e l'ottica, e sono sulla strada del recupero totale le macchine e apparecchi meccanici e la chimica-farmaceutica. L'emergenza persiste ancora per il grande settore moda, che abbraccia tessile, abbigliamento, concia, pelletteria, calzature e gioielli, anche se il mese di luglio ha portato un parziale recupero.

In quest'ottica, Prato si conferma la provincia in maggiore difficoltà. Arezzo, che pure durante il lockdown aveva subito gli effetti più pesanti, sta recuperando produzione industriale, così come Firenze.