Oggi | 15 settembre 2020 18:26

Regione, gli industriali alzano la voce


Riconoscere la centralità dell'industria nel contesto regionale e calibrare di conseguenza le strategie dell'ente: è la richiesta che le associazioni Confindustria Toscana nord (Prato, Pistoia, Lucca) e Confindustria Toscana Sud (Siena, Arezzo, Grosseto) hanno avanzato - in presenza o in videoconferenza - ai candidati alla presidenza della Regione e al Consiglio regionale, in vista delle elezioni di domenica e lunedì prossimi.

Il documento di Confindustria Toscana nord si focalizza su infrastrutture per la mobilità di persone e merci; impianti di smaltimento dei rifiuti; nuove regole per il riutilizzo degli scarti di produzione; meno burocrazia per l'accesso alle agevolazioni; interventi sulla formazione e sul mercato del lavoro.

«Nei nostri soci sono presenti sensibilità e posizioni politiche diverse ma c'è una condivisione pressoché totale sulle necessità delle imprese - afferma il presidente Giulio Grossi -. Ognuno di noi sceglierà i candidati che ritiene possano interpretare al meglio queste istanze condivise. L'obiettivo politico dell'associazione si identifica con le condizioni che consentano di fare impresa al meglio. Ai miei colleghi imprenditori dico: in questa importante tornata elettorale andiamo a votare, che è la maniera più diretta e concreta di esprimere le nostre posizioni. Votiamo e facciamo sentire la nostra voce».

Il documento programmatico per le regionali 2020 di Confindustria Toscana sud fotografa le necessità delle tre province: dieci obiettivi e trenta azioni per costruire il futuro. Alla prossima squadra regionale di governo gli industriali chiedono di incrementare le azioni per l'economia circolare; migliorare le infrastrutture per la mobilità; sviluppare la digitalizzazione, così come le politiche per l'agroindustria e per la valorizzazione del turismo; sostenere il polo tecnologico di Arezzo, quello delle scienze della vita in provincia di Siena, la manifattura di Arezzo.

«Non possiamo prescindere dal lottare tutti insieme per una Toscana forte - dice il presidente Paolo Campinoti - basata su un'integrazione di territori, di tutti i territori. Lo sviluppo è il nostro mantra, il vaccino verso la crisi che ci sta togliendo il fiato. Lo sviluppo in una società ormai globalizzata non può prescindere dalla capacità di attrarre capitali di finanziamento stranieri che contribuiscano a far crescere, sviluppare, modernizzare le nostre realtà economiche e renderle sempre più competitive nella sfida dei mercati internazionali».