PROMO PA | 1 agosto 2020 10:31

Il gaming al servizio dell'accessibilità culturale

La fase di grande cambiamento che stiamo attraversando impone di ripensare linguaggi e strumenti per la fruizione culturale. La pandemia ha sottolineato le fragilità del nostro vivere e la necessità di rammendare con urgenza il nostro senso di comunità. Ha tuttavia contestualmente reso evidente quanto sia grande la forza della cultura rispetto alla connettività sociale, alla tenuta dell'individuo nella sua quotidianità, alla sua resilienza, sia come singolo, sia come parte attiva di una comunità.

E' quindi evidente che la riapertura dei luoghi della cultura porti con sé, con rinnovato vigore, il tema imprescindibile dell'accessibilità culturale e dell'inclusione, richiedendo nel contempo azioni conseguenti per favorire la partecipazione, l′inclusione e l′accoglienza del pubblico, per rendere i cittadini agenti attivi nella fruizione, co-creazione e conservazione del patrimonio e dell'identità culturale.

L'inclusione di nuove tipologie di pubblico, l'abbattimento delle barriere fisiche, sensoriali e psico-cognitive, ovvero quelle che impediscono la comprensione e la conoscenza, sono un essenziale prodromo all'abbattimento delle barriere sociali per una società sostenibile, come quella immaginata con l'Europa tutta per i prossimi anni.

La cultura può avere un ruolo decisivo in questa transizione ed attivare quella trasformazione del pensiero e negoziazione di significati in grado di orientare le politiche territoriali e culturali in senso innovativo, inclusivo e democratico. Ma per farlo deve dotarsi di strumenti e tecniche altrettanto contemporanee, usare linguaggi comprensibili ai vari pubblici che deve raggiungere, tra i quali l'uso delle tecniche di gamification, ovvero quei processi di avvicinamento e partecipazione da remoto e in presenza, propri del gioco digitale, che se ben utilizzati possono fare la differenza per la conoscenza e la consapevolezza della bellezza e delle profondità del nostro patrimonio culturale immateriale e materiale.

Proprio per supportare lo sviluppo di competenze a sostegno di questo processo, anche quest'anno a LuBeC si svolgerà CreaTech 2020, l'Open Lab di due giorni di formazione interattiva sul tema dell'inclusione e dell'accessibilità alla cultura, che vedrà un'ottantina di professionisti cimentarsi in project work dedicati al tema.

Obiettivo dell'Open Lab è accrescere e rafforzare nei partecipanti, provenienti da realtà territoriali e discipline differenti, competenze progettuali trasversali tra digitale e cultura. Avrà inizio giovedì 8 ottobre mattina e si concluderà nel pomeriggio di venerdì 9 ottobre. Si svolgerà in presenza, nel pieno rispetto delle norme di prevenzione Covid-19. I partecipanti, massimo 60, saranno suddivisi su 8 tavoli di lavoro, distribuiti negli ampi spazi del Real Collegio. Per partecipare è naturalmente necessario iscriversi su www.lubec.it.

Createch 2020 si svolge in partenariato con il Maxxi ed è organizzato nell'ambito di LuBeC e di Città Come Cultura, progetto quest'ultimo promosso e sostenuto dalla Direzione Generale Creatività Contemporanea del Ministero per i beni e le attività culturali e per il turismo.

Francesca Velani