Oggi | 11 settembre 2020 15:21

Export, il primo semestre segna -15,4%

Il tonfo era atteso, ed è arrivato. Se nel primo trimestre dell'anno l'export della Toscana aveva più o meno retto (si veda qui ), nel secondo trimestre - quello in cui più forti sono stati gli effetti del lockdown, della chiusura delle fabbriche e del crollo del turismo - le vendite estere hanno virato verso il basso, tanto da chiudere il primo semestre 2020 a -15,4% in valore (-15,3% la media italiana). I dati sono stati diffusi dall'Istat.

La contrazione dell'export è stata particolarmente forte per gli articoli in pelle (-40%), che negli ultimi anni erano cresciuti moltissimo facendo della Toscana uno dei poli più importanti al mondo per le produzioni di lusso, ma anche il resto dell'industria della moda sta soffrendo: tessile -30%, abbigliamento -25%, gioielli -44%.

A ‘salvare' il risultato finale sono stati i lingotti di Arezzo (bene-rifugio che è legato al prezzo dell'oro e che è considerato a basso valore aggiunto), balzati nel primo semestre a +50,9%; i prodotti farmaceutici, chimico-medicinale e botanici (+33,8%); e le attività di trattamento rifiuti (+20,8%), che proseguono la corsa. Bene la carta (+2,7%), la pasta (+28,7%) e l'olio (+14,8%); malino il vino (-4,2%) e malissimo l'estrazione di marmo (-40%) e la meccanica (-25%).

Il calo delle vendite è stato più contenuto verso l'Europa a 27 (senza il Regno Unito) -4,4% e decisamente più accentuato verso i Paesi extraeuropei (-21,8%). Best performer la Francia (+6,8%), peggior andamento in Svizzera (-16,3%) che è l'hub per la distribuzione della moda e dunque risente dei cali del settore.