Oggi | 10 settembre 2020 01:08

La Irplast di Empoli passa al fondo britannico Cheyne

Trova un compratore la Irplast di Empoli (Firenze), azienda leader nella produzione di film, etichette e nastri per il settore food & beverage, 97,1 milioni di fatturato 2019 con ebitda al 10%, 380 addetti in tre stabilimenti (due sono in provincia di Chieti) e forti debiti che da anni limitano l'operatività.

La famiglia Bini e le banche hanno ora ceduto il controllo dell'azienda nata 40 anni fa al fondo d'investimento britannico Cheyne Strategic Value credit, che - annuncia un comunicato - sottoscriverà un prestito obbligazionario da 39 milioni di euro emesso dall'azienda per sostenere gli investimenti. Inoltre Banca Ifis metterà a disposizione linee di credito a breve termine per 20 milioni e verrà effettuato un aumento di capitale per tre milioni.

Il rafforzamento patrimoniale ha l'obiettivo di dare impulso alla crescita, per rafforzare la presenza di Irplast sui mercati internazionali (dove già oggi realizza il 75% del fatturato). Il piano di sviluppo prevede l'ottimizzazione del processo di produzione di nuovi film, con l'utilizzo di materie prime da fonti rinnovabili e da riciclo chimico per ridurre l'emissione di Co2 e per contribuire all'economia circolare, con la totale riciclabilità delle soluzioni.

I vertici di Irplast - l'amministratore delegato Fausto Cosi, il direttore operativo Luca de Bartolo e il presidente Gabriele Corradi - rimangono alla guida dell'azienda. Nel consiglio di amministrazione entra anche Matteo Canti.

«La fiducia che ci è stata attribuita dagli investitori conferma l'interesse per il nostro potenziale di crescita ed è uno stimolo importante a proseguire nel percorso di sviluppo», afferma Cosi ringraziando «le banche che in questi anni hanno supportato l'azienda, i lavoratori e le organizzazioni sindacali che hanno sempre tenuto un atteggiamento costruttivo: questa coesione e unità d'intenti è stata fondamentale per superare alcuni anni difficili nel passato». L'amministratore delegato ringrazia anche Flavio Bini, fondatore della società nominato presidente onorario, «la cui visione strategica ha creato un modello di integrazione verticale che è stato recentemente replicato da importanti gruppi multinazionali».

«E' un sodalizio che nasce sotto i migliori auspici – afferma Jacopo Rubbia, managing director di Cheyne Strategic Value credit -. La caratteristica distintiva del nostro fondo è sviluppare soluzioni finanziarie flessibili mirate a sostenere e rilanciare aziende con forti basi industriali. Questo approccio agli investimenti si sposa perfettamente con Irplast, che è una società caratterizzata da un'eccellenza nel prodotto e un forte potenziale di crescita, guidata da un management esperto e di dimostrata capacità».

Il 2020, secondo le previsioni dell'azienda, si chiuderà con una leggera crescita del fatturato e un margine operativo lordo al 12%.