Oggi | 9 settembre 2020 23:53

Firenze, le priorità (comuni) di Confindustria e sindacati

Lavoro, investimenti, infrastrutture: Confindustria Firenze e sindacati Cgil, Cisl e Uil scrivono - insieme - ai candidati alla presidenza della Regione Toscana per mettere in fila le priorità dell'area metropolitana.

«L'urgenza di far ripartire il territorio fiorentino è l'obiettivo che ci ha portato a sedere allo stesso tavolo», spiegano i firmatari della lettera. La richiesta ai politici è che il documento sia trasformato in un vero e proprio piano d'azione, com'è nella logica dell'industria.

Il documento si articola in tre punti strategici che il vicepresidente di Confindustria Firenze, Paolo Sorrentino, definisce «il minimo comune denominatore da cui si deve ripartire»: attrattività del territorio, formazione e interconnettività della città metropolitana.

«E' indispensabile una lotta senza quartiere all'economia illegale che spesso porta con sé lo sfruttamento lavorativo che si annida nei processi produttivi e dequalifica le eccellenze», si legge nel documento firmato da sindacati e imprenditori.

Per rispondere alle esigenze delle aziende l'attenzione è puntata sulla formazione, considerata il miglior modo per evitare una drammatica perdita di posti di lavoro a causa della crisi da coronavirus. «La sfida è creare nuovo lavoro e lavoro di qualità», precisa Paola Galgani, segretario generale Cgil Firenze. L'intento, sottolineano i firmatari, è anche di combattere il lavoro grigio e nero.

Confindustria e Cgil, Cisl, Uil concordano anche sulla Città metropolitana: deve essere interconnessa, sia dal punto di vista immateriale che da quello materiale, con una rete ferroviaria meglio strutturata. «Chiediamo alla politica di velocizzarsi, siamo uno dei territori portanti della Toscana», ribadisce Triestina Maiolo della segreteria Uil Toscana, sottolineando come queste potenzialità possano concretizzarsi con l'arrivo dei fondi di coesione e con le erogazioni del Recovery Fund.

Non è la prima volta che imprenditori e parti sindacali si trovano su un terreno comune nell'interesse di aziende e lavoratori, ma questa volta si è davanti a un dialogo che loro definiscono "storico", una sintesi in cui i punti in comune sono tanti: «Chiediamo una politica dei fini: vogliamo fare la nostra parte, aprendo tavoli non 'liturgici' – ha spiegato il presidente di Confindustria Firenze, Maurizio Bigazzi - che siano luoghi di lavoro e di confronto dove si studia, si progetta e si costruisce».