Oggi | 8 settembre 2020 18:31

«Ci servono voucher per la raccolta di uva e olive»

«Per la vendemmia 2020 la qualità e la quantità ci sono, manca la manodopera», spiega Roberto Bartolini, direttore della Confederazione Italiana Agricoltori di Siena. La soluzione, secondo la Cia, è nell'erogazione di voucher, che garantirebbero al settore agricolo toscano di prepararsi all'imminente raccolta di uva e a quella successiva delle olive.

«I voucher - spiega ancora Bartolini - potrebbero essere indirizzati a giovani, studenti e disoccupati, che hanno bisogno di integrare il proprio reddito in questa situazione emergenziale. E cosa fondamentale, permetterebbe alle nostre aziende di portare a termine la vendemmia e la raccolta delle olive». Negli ultimi anni sono stati 150mila i voucher utilizzati, ogni anno, dalle aziende toscane del settore. Secondo la Cia adesso la semplificazione del lavoro occasionale è ancora più urgente. Perché gli stagionali che lavoravano in Italia, vengono prevalente dall'estero, soprattutto dall'Est Europa e nella coltura di viti e olivi rappresentano un terzo della forza lavoro. L'emergenza coronavirus ha interrotto questo flusso.

La Cia di Siena teme che la situazione peggiori, rispetto alle difficoltà preesistenti, e chiede che tutti i permessi di soggiorno stagionali siano prorogati al 31 dicembre 2020: vuole assicurare ai tanti lavoratori extracomunitari presenti sul territorio italiano di continuare a svolgere l'attività nelle aziende agricole nel rispetto della legalità, che rimane il motivo per cui richiede l'erogazione dei voucher.