Oggi | 8 settembre 2020 17:34

Npl post-Covid, Mps al sicuro con l'operazione Amco

Con la scissione di crediti deteriorati a favore di Amco Banca Mps arrivà a un indice Npr (rapporto Npl/impieghi) del 4%: è la prospettiva tracciata dal lending officer
di Mps Fabrizio Leandri in audizione alla Commissione parlamentare d'inchiesta sul sistema bancario, ricordando che «sui crediti deteriorati abbiamo fatto un lavoro importante passando da un indice Npr del 34% del 2016 al 12,4% di fine 2019, meno del 12,9% chiesto dalla Commissione Ue», e che adesso «abbiamo una capacità di resilienza per assorbire l'incremento di Npl che ci sarà», a causa della crisi innescata dalla pandemia e dal lockdown.

Per fronteggiare questo problema emergente, l'istituto senese ha sospeso il 5,1% dei propri prestiti, una percentuale «superiore alla quota di mercato della banca pari al 4,8%», sostiene Leandri. «Stiamo contattando - aggiunge - i clienti singolarmente per trovare delle soluzioni e capire come gestire la situazione nel migliore dei modi in futuro».

Per la presidente della Commissione, Carla Ruocco, «fermo restando il trend positivo registrato da parte di Banca Mps nell'attuazione delle misure varate dal Governo a sostegno della liquidità, continueremo a monitorare, con grande attenzione, il dossier Banca Mps auspicando che, anche in Italia, si possa realizzare un'operazione di rafforzamento del sistema bancario nazionale seguendo proprio l'esempio, sotto la regia del Governo Sanchez, della recente operazione di M&A tra le banche iberiche Bankia e CaixaBank».

Non solo: Ruocco prospetta anche «la necessità di creare una bad bank nazionale in quanto la mole di moratorie e nuovi finanziamenti, pari complessivamente a circa 400 miliardi, con molta probabilità, si trasformerà in nuovi Npl, stimabili in circa 130 miliardi. E' necessario avere in materia una visione strategica e porre i giusti argini allo tsunami che potrebbe arrivare».

Nel frattempo i sindacati si pronunciano nuovamente contro l'ipotesi di uno "spezzatino" per il Monte, salvaguardando l'interezza del gruppo Mps, non frazionando l'attuale perimetro aziendale e mantenendo gli attuali livelli occupazionali: per Fabi, Fisac-Cgil, First-Cisl, Uilca e Unisin «la banca ha bisogno di un assetto societario stabile», e questo sarebbe ottenibile «attraverso una presenza duratura della partecipazione statale nel capitale».