Oggi | 4 settembre 2020 19:22

Saima Sicurezza punta sui prodotti anti-Covid

L'azienda aretina Saima Sicurezza - leader in Europa nella produzione di porte antirapina per le banche, cui nel tempo ha affiancato i tornelli da stadio e per i bus, i varchi delle metropolitane e i gate aeroportuali - allarga il business e punta a crescere grazie a nuovi prodotti anti-Covid, inventati proprio durante il lockdown.

La soluzione che potrebbe rivelarsi strategica in questa fase in cui le istituzioni stanno programmando la riapertura delle scuole è un tornello formato da due bracci mobili che incorpora un termoscanner: al passaggio degli studenti misura loro la temperatura e conta il numero di accessi.

Un sistema facile e rapido che, secondo l'azienda, è in grado di risolvere il problema dell'ingresso in sicurezza negli edifici scolastici, anche perché tanti istituti gradirebbero che la febbre agli studenti fosse misurata non a casa ma a scuola, per maggior sicurezza.

La soluzione del tornello misura-febbre è già stata sperimentata in un istituto tecnico di Arezzo in occasione degli esami di maturità, quando gli studenti di quinta sono rientrati in classe per sostenere l'orale, e ha dato prova di corretto funzionamento. «Adesso stiamo testando anche un dispositivo di tracciamento, in pratica un braccialetto con tecnologia Tag che vibra quando uno studente non rispetta la distanza di sicurezza e si avvicina troppo a un altro», spiega Gabriele Moretti, direttore commerciale di Saima Sicurezza.

L'azienda, 30 milioni di fatturato 2019 con 3,5 milioni di margine operativo lordo (ebitda), 130 dipendenti tra cui 25 ingegneri impiegati nell'ufficio progettazione, fa capo a tre imprenditori locali - Paolo Moretti (padre di Gabriele), Rinaldo Rinaldi e Paolo Scoscini - e quest'anno punta a consolidare i ricavi, per poi riprendere a crescere del 5-10% nel 2021. Di recente Saima Sicurezza si è assicurata una commessa da due milioni per la fornitura dei tornelli della metropolitana di Varsavia e ora sta cercando di entrare sul mercato cinese. «Esportiamo il 20% - aggiunge Gabriele Moretti - e adesso il nostro obiettivo è incrementare il fatturato estero. Il mercato potenziale, grazie anche ai nuovi prodotti anti-Covid, è enorme, a partire da Germania, Spagna, Stati Uniti dove stiamo pensando di aprire un ufficio di distribuzione in New Jersey».