Oggi | 4 settembre 2020 14:09

Con il lockdown meno donne assunte in Toscana

Le donne hanno subito più degli uomini, in Toscana, gli effetti negativi della pandemia e del lockdown sul mercato del lavoro: secondo l'analisi condotta dai ricercatori dell'Irpet, fra marzo e maggio 2020 la riduzione degli avviamenti al lavoro in Toscana è stata più marcata per le donne (-65%) rispetto agli uomini (-57%), abbassando la quota femminile di avviamenti dal 48% al 43% del totale.

L'analisi dell'istituto regionale rivela una maggiore flessione degli avviamenti femminili trasversale ai comparti economici, compresi quelli dove la presenza delle donne non è maggioritaria. «Da una parte - scrivono i ricercatori nella nota - le donne si offrono, in misura maggiore degli uomini, per posizioni meno qualificate, oltre a risultare ancora, a parità di competenze, penalizzate dal datore di lavoro. Inoltre, durante il lockdown, gli accresciuti oneri di cura legati alla chiusura delle scuole e dei servizi educativi possono aver scoraggiato alcune donne a insistere nella ricerca di lavoro o ad accettare nuovi contratti».

Anche la riduzione delle dimissioni volontarie evidenzia una differenza fra donne (-6%) e uomini (-11%), che suggerisce un maggiore ricorso a questa strada per le donne a causa delle necessità di gestione della famiglia. L'Irpet stima inoltre che possa aver svolto da casa la propria attività lavorativa il 34,7% delle donne, contro il 27,8% degli uomini. «Il sostegno all'offerta dei servizi di educazione e cura - si legge ancora - non solo per la prima infanzia può senz'altro favorire il superamento di alcune barriere che ostacolano l'accesso e la permanenza femminile nel mercato del lavoro, ma le politiche di genere nel loro senso più ampio dovrebbero diventare un'asse fondamentale dei programmi orientati alla ripresa economica».