Oggi | 3 settembre 2020 19:07

Cura dimagrante per la vendemmia toscana (-15%)

Ancora non è chiaro se è un bene o un male, ma la vendemmia toscana quest'anno sarà decisamente più "magra": - 15% è la previsione fatta da Assoenologi, Unione italiana vini e Ismea, che dall'anno scorso hanno fatto un gruppo di lavoro comune. La vendemmia 2020 si fermerebbe dunque a 2,232 milioni di ettolitri, contro i 2,625 milioni dell'anno scorso (-394mila).

Il calo produttivo della Toscana sarà il più alto d'Italia, insieme con la Sicilia. Ma nel complesso la produzione italiana reggerà, attestandosi a 47,2 milioni di litri (-1%) e dunque confermando il Paese primo produttore mondiale di vino, seguito dalla Francia (45 milioni di litri) e dalla Spagna (42 milioni). La produzione italiana - sottolineano i tre enti - risente dell'emergenza Covid e della misura di riduzione volontaria delle rese decisa dal Governo o operata da molti Consorzi di tutela. La qualità delle uve è buona, in alcuni casi ottima.

Da festeggiare, però, c'è poco: la situazione economica internazionale, sottolineano i ricercatori, registra una notevole riduzione degli scambi globali di vino (-11% a valore e -6% a volume nel primo semestre) e una contrazione, la prima dopo 20 anni di crescita, delle esportazioni del vino made in Italy (-4% nei primi 5 mesi), sebbene inferiore a quella dei principali competitor. «Elementi - spiegano - che hanno determinato difficoltà tra le imprese e un aumento seppure contenuto delle giacenze dei prodotti a denominazione (+5% per le denominazioni di origine a fine luglio), con conseguente limatura dei listini di Igt, Doc e Docg».

La quantità non abbondante di uva non rappresenta un problema secondo Giovanni Busi, presidente del consorzio Chianti (il più grande della Toscana), che ha approvato una riduzione del 20% della produzione potenziale, a causa della fase economica e del calo di vendite. L'obiettivo è prevenire gli esuberi di magazzino che porterebbero a una riduzione del prezzo sul mercato.