Oggi | 1 settembre 2020 19:56

Firenze riparte con la moda di Dolce&Gabbana

Tre giorni di eventi targati Dolce&Gabbana, organizzati col Comune di Firenze e Pitti Immagine dal 2 al 4 settembre, proveranno a risollevare il capoluogo toscano da «una situazione di depressione economica e sociale che non va sottovalutata», come ha spiegato il sindaco Dario Nardella presentando il progetto insieme con Alfonso Dolce, amministratore delegato della maison, e con i rappresentanti delle altre istituzioni coinvolte (Camera di commercio di Firenze, Regione Toscana, Centro di Firenze per la moda italiana, Fondazione Cassa di risparmio di Firenze, Agenzia Ice).

L'operazione punta a unire arte, cultura e moda - è stato spiegato - valorizzando 38 artigiani locali ai quali la maison ha chiesto di realizzare creazioni che arricchiranno le due sfilate di Dolce&Gabbana: quella dell'alta sartoria maschile in programma nel Salone de' Cinquecento in Palazzo Vecchio, e quella dell'alta moda femminile a Villa Bardini. Il terzo appuntamento è la presentazione dell'alta gioielleria che avverrà nell'affascinante sede dell'Officina-Profumo Santa Maria Novella, l'azienda di beauty appena acquisita dalla società d'investimento Italmobiliare.

La speranza di tutti è che l'arrivo di Dolce&Gabbana segni la ripartenza di Firenze dopo il duro colpo inferto dall'emergenza Covid, sia dal punto di vista industriale che turistico. Una ripartenza che – oltre agli effetti diretti come le 100 camere d'albergo occupate, catering, ristoranti, logistica – conta sull'immagine della città, e dei suoi luoghi-simbolo, che sarà diffusa nel mondo grazie alla presenza di 60 giornalisti di cui 50 di testate straniere.

«E' il primo grande evento di moda dal vivo dopo il lockdown – ha spiegato il sindaco Dario Nardella – ed è un elemento di speranza e di stimolo. Firenze può essere considerata la capitale della moda, palcoscenico del saper fare, di quella creatività artigianale che ormai esiste solo qui e a cui ora viene dato un grande tributo».

Sia il sindaco che il presidente di Pitti Immagine, Claudio Marenzi, hanno sottolineato il lavoro di squadra che ha prodotto questo risultato: «A Firenze la collaborazione tra pubblico e privato funziona», ha detto Marenzi parlando di un evento che segna «non solo la ripartenza della moda ma la ripartenza dell'impresa, di un Paese che è stato messo in ginocchio dalla pandemia e che anche nel primo semestre 2021 sentirà gli effetti negativi».

Il sindaco ha poi risposto alle critiche che in questi giorni si sono levate verso l'operazione D&G, ma non alle proteste dei fotografi che non sono stati ammessi agli eventi (le immagini e foto saranno fornite dalla maison). «Non si possono avere i lavoratori della moda senza la moda - ha affermato Nardella -. Quando la sede di Roberto Cavalli va via da Firenze ci stracciamo le vesti, ma poi quando arriva una grande maison ci si lamenta. Quella di Dolce&Gabbana è una grande occasione, una botta di adrenalina in una situzione di depressione economica e sociale che non va sottovalutata».