Oggi | 13 agosto 2020 21:22

Dazi Usa, nessuna stangata per il vino toscano

Nessun aumento dei dazi per i prodotti italiani destinati al mercato statunitense: il mondo del vino toscano, che ha gli Usa come primo mercato estero per il proprio prodotto - con flussi in uscita per un miliardo di euro nel 2019 - tira un sospiro di sollievo per la decisione rappresentante per il commercio degli Stati Uniti, Robert Lighthizer, adottata nell'ambito della revisione semestrale delle misure adottate in attuazione della sentenza del Wto sui sussidi Airbus.

«In un momento difficile, sapere che i dazi sul mercato per noi più importante non saranno messi in atto è motivo di grande soddisfazione e aiuterà moltissimo i nostri produttori», commenta Fabrizio Bindocci, presidente del Consorzio del Vino Brunello di Montalcino, le cui bottiglie destinate ai mercati esteri finiscono per il 30% proprio negli Usa. Percentuale poco inferiore per il Vino Nobile Montepulciano, per cui quello americano è un mercato che «vale oltre il 20% dell'export - sostiene Andrea Rossi, presidente del Consorzio - e dove abbiamo investito e continueremo a investire molto a livello di promozione, senza contare che gli americani sono una delle presenze più importanti a livello turistico per il nostro territorio, a maggior ragione quindi è importante poter essere sempre più presenti nel loro scaffale».

Per Giovanni Busi, presidente del Consorzio Vino Chianti, la decisione americana «è un'ottima cosa, che ci permette di riprendere l'attività commerciale per farla tornare ai livelli pre-Covid», sostiene, sottolineando che anche nei mesi scorsi «gli Usa hanno continuato ad acquistare: ci è mancato un po' il canale Horeca, ma il Chianti è un vino molto presente nella grande distribuzione americana, per cui non ci sono state grandi flessioni». Il mercato Usa assorbe una quota vicina al 20% della produzione complessiva di Vino Chianti, per un valore stimato intorno ai 100 milioni di euro.