Oggi | 29 luglio 2020 21:55

Rossi-shock, «le imprese restituiscano la Cig»

Così come i consiglieri regionali della Toscana che hanno percepito l'indennità di viaggio nel periodo di lockdown, quando l'aula non era convocata in presenza, «anche 234mila imprese hanno chiesto, e 188mila hanno ottenuto e ricevuto, la cassa integrazione senza avere subito nessuna riduzione di fatturato. Anch'esse devono restituire allo Stato il maltolto». Così ha scritto sulla sua pagina Facebook Enrico Rossi, presidente della Regione Toscana, sostenendo che queste imprese «hanno pagato con i soldi dello
Stato i dipendenti che dovevano essere formalmente a casa e che invece lavoravano. Ad essere danneggiati in tutti questi casi sono i cittadini italiani».

Le affermazioni di Rossi, non sorprendentemente, hanno scatenato la reazione indignata delle associazioni imprenditoriali toscane. «La sua è stata una vera volontà di mistificare la realtà offendendo l'intero sistema produttivo della regione e del paese», ha attaccato Paolo Campinoti, presidente di Confindustria Toscana Sud. «Gli imprenditori ricordano, o meglio, insegnano al governatore - ha aggiunto - che l'istituto della Cassa Integrazione ha dei precisi schemi applicativi che non hanno una diretta correlazione con il dato del fatturato mensile. In ogni caso se il governatore è a conoscenza di comportamenti impropri e contro la legge si rivolga alle autorità competenti e non usi un post su un social network, vetrina ormai frequentata solo per proclami politici di quarto ordine. Scrivere su un social accuse pesanti, invece di confrontarsi con i diretti interessati, è il segnale di chi è lontano dalla gente, dalle imprese, dalla realtà».

Confartigianato, Confcommercio, Confesercenti e Cna hanno a loro volta espresso sconcerto in una nota congiunta: «Ci stupisce l'aggressione alle spalle, perpetrata al di fuori di un ricco e vivace e positivo confronto che per mesi ci ha tenuto vicino e dialoganti ai tavoli di concertazione, da cui sono riusciti risultati di prim'ordine», hanno scritto le associazioni, secondo cui le frasi di Rossi sono «ingiuriose nella sostanza, nei confronti di migliaia di imprese che stanno soffrendo e che cercano di reggere l'impatto di una crisi devastante».