Oggi | 23 luglio 2020 18:34

''Stati generali'' per la pelletteria in cerca di rilancio

Aggregazione, digitalizzazione, internazionalizzazione, sostenibilità, credito e finanza, per far fronte a una situazione compromessa dalla crisi economica innescata dal coronavirus: queste le parole d'ordine evocate da Assopellettieri, che ha organizzato a Firenze gli Stati generali della pelletteria italiana, nel cuore della Toscana che fabbrica il 60% della produzione italiana di settore.

A livello nazionale l'indice Istat della produzione industriale nel settore della pelletteria fa segnare un -46,4% nei primi cinque mesi del 2020 rispetto all'anno passato, e anche a maggio, con la riapertura delle fabbriche, l'indice ha registrato un -50,7% «segno inequivocabile - afferma Assopellettieri - che i livelli di attività restano ancora decisamente al di sotto della norma. Lo shock, purtroppo, non verrà riassorbito in tempi rapidi, determinando una severa selezione tra le aziende». La pandemia ha penalizzato fortemente l'export (-28% in valore nel primo quadrimestre, con un -57,6% per marzo-aprile), con una flessione che ha interessato tutte le tipologie merceologiche.

«Abbiamo bisogno di reagire - ha affermato Franco Gabbrielli, presidente di Assopellettieri - e non possiamo aspettare, dobbiamo rafforzare la nostra associazione e lavorare insieme per superare le difficoltà. Assopellettieri oggi è qui per questo. Invito tutte le imprese, grandi e piccole, a unirsi, ognuna con le proprie caratteristiche e richieste. L'Associazione ha la possibilità di confrontarsi e interloquire con il Governo; i fondi ci sono e noi possiamo essere i portavoce delle aziende in questo passaggio».

Se con il patto per l'export del giugno scorso «abbiamo stanziato 900 milioni di euro, di cui 300 a fondo perduto, col 70% delle risorse che è destinato a piccole e medie imprese», ha ricordato il sottosegretario agli Esteri Manlio Di Stefano, Simest ha presentato le nuove misure aggiornate del Fondo 394 che agevola le imprese desiderose di internazionalizzarsi. Con una novità: Simest potrà finanziare anche la partecipazione a fiere italiane come il Mipel previsto per settembre a Milano, grazie a un finanziamento fino al 100% delle spese sostenute, con un tasso di interesse allo 0,085%, e col 50% concesso a fondo perduto. «E' una novità importantissima - ha spiegato l'amministratore delegato Mauro Alfonso - perché si è finalmente giunti al concetto che una fiera internazionale, anche se tenuta sul nostro territorio, rappresenta un contesto globale».