Oggi | 23 luglio 2020 17:16

Segnali negativi per l'export dei distretti toscani

La specializzazione produttiva dei distretti toscani, in tempi di pandemia e di misure restrittive, si riflette negativamente sui numeri dell'export: nel primo trimestre 2020 i distretti e i poli tecnologici toscani hanno prodotto 5,1 miliardi di esportazioni, in calo del -3,6% sullo stesso periodo 2019, secondo quanto rivela il Monitor dei distretti di Intesa Sanpaolo. Ma sottraendo i risultati dei poli farmaceutici e biomedicale la performance dell'export toscano è stata ancora peggiore, con un calo di 550 milioni anno su anno (11,8%, contro il -6,8% della media italiana).

I principali settori produttivi distrettuali come la filiera della pelle (-23%), l'oreficeria (-14%), e il tessile (-11%) hanno registrato un netto peggioramento, con evidenti flessioni ad esempio per la pelletteria e calzature di Firenze (-22,8%), e per l'oreficeria di Arezzo (-15,6%). Al contrario, le performance migliori in termini percentuali sono appannaggio delle realtà non interessate dalle misure di contenimento, come i vini dei colli fiorentini e senesi (+13%), il distretto del cartario di Lucca (+8,4%), e la produzione di macchine per cartiera (+27,6%) nello stesso territorio. Per effetto della pandemia, fra i mercati di sbocco sono stati particolarmente penalizzati Cina (-37,2%) e Hong Kong (-36,6%), i primi a essere interessati da misure restrittive anti-Covid.

«Dopo il crollo tra marzo e aprile - si legge in una nota di sintesi del rapporto - i primi indicatori macroeconomici disponibili per il mese di maggio hanno evidenziato un recupero rispetto al mese precedente, anche se i livelli di attività restano inferiori alla norma». Secondo i ricercatori della direzioni studi e ricerche di Intesa Sanpaolo, «le imprese distrettuali, forti delle loro competenze, dell'inserimento in filiere di prossimità altamente competitive e di un'elevata proiezione sui mercati internazionali, dovranno far leva e valorizzare questi elementi per cercare di rendere temporanee le difficoltà, evitando una perdita irreversibile di tessuto produttivo, e cogliere le opportunità offerte dal nuovo scenario competitivo: digitalizzazione, automazione, regionalizzazione delle catene globali del valore, sostenibilità».

Nella fase attuale, spiega il direttore regionale di Intesa Sanpaolo per Toscana e Umbria, Luca Severini, «grazie a plafond di credito aggiuntivo e ad una task force interna, in Toscana abbiamo erogato da inizio anno circa 12.500 finanziamenti di importo fino a 30.000 euro previsti dal Dl Liquidità, oltre a 1.200 operazioni di finanziamento a medio-lungo termine con la garanzia del Fondo Centrale o di Sace. Complessivamente, dall'inizio dell'emergenza abbiamo erogato alle imprese toscane 16.500 operazioni di finanziamento a breve e medio-lungo termine, per un ammontare complessivo di quasi 1,3 miliardi di euro».