Oggi | 24 luglio 2020 10:00

Charter nautico boom, fuga dal Covid con lo skipper

Il coronavirus sta facendo cambiare il settore del turismo nautico, dove è esplosa la domanda di barche con l'aggiunta di skipper, per neofiti della vela desiderosi di una vacanza lontana da pericoli di assembramento. E' l'analisi di Luciano Rigli, amministratore della Kiriacoulis Italia, primo operatore charter nel Mediterraneo con quasi 400 barche, di cui sei in Toscana, che ha stretto una partnership con Geo Travel Network, una rete di oltre 1.800 agenzie viaggi, per vendere il prodotto charter.

«Il personale delle agenzie di viaggio non è ancora preparato alla vendita, ma la domanda di turismo nautico è esplosa», afferma Rigli, secondo cui adesso «i noleggi della costa sono tutti esauriti, non si trova una barca: sono quasi tutti clienti nuovi che prendono barche con skipper. Chi prendeva barche in affitto fino a oggi erano persone munite di patente nautica, solo il 4-5% chiedeva uno skipper: oggi siamo al 60-70% che lo chiede».

Per l'amministratore di Kiriacoulis «è un cambiamento strutturale, perché su 10 persone che vanno in barca sette l'anno dopo ci tornano», e questo va a generare anche «una nuova opportunità di lavoro per ragazzi giovani che lavorano come skipper 5-6 settimane, e che in quelle 5-6 settimane guadagnano 6-7000 euro». Dunque, osserva Rigli, «a questo punto dovrebbero tornare le barche charter in Toscana, ma c'è il problema delle aree dedicate nei porti: bisogna che i porti turistici abbiano aree per l'attività di charter, secondo quanto previsto nel Pit regionale, però non è sempre così. In Sardegna ci sono 500 barche charter, perché non possiamo averle anche in Toscana?».