PROMO PA | 11 luglio 2020 10:31

Semplificazioni negli appalti per procedure più veloci

Saranno parecchi i cantieri che si attiveranno in Toscana - auspicabilmente nei prossimi mesi - per realizzare grandi opere ferroviarie, stradali e aeroportuali tra cui la E78 Grosseto – Fano Grosseto-Fano, il nodo Av di Firenze, la Tirrenica nord, il completamento dell'itinerario Livorno-Civitavecchia e le altre previste nel Piano delle infrastrutture e dei trasporti per un'Italia ad Alta velocità, stilato dal Mit e per ora diffuso sotto forma di slide come "Allegato infrastrutture al Programma Nazionale di Riforma".

La speranza che i cantieri aprano effettivamente e si chiudano nei tempi previsti è ora riposta nel cd. decreto semplificazioni, approvato nella notte fra il 6 e il 7 Luglio dal CdM, con la formula salvo intese , che fa ipotizzare un rimaneggiamento del testo esaminato in CdM, con un conseguente allungamento della pubblicazone in Gu.

Il decreto ha introdotto le attese modifiche al codice degli Appalti che peraltro sono temporanee, rimanendo in vigore fino al fino al 31 luglio 2021. Per le procedure sotto soglia (art. 1) è prevista la possibilità di affidamento diretto sotto i 150.000 euro e di procedura negoziata, senza bando, per tutte le prestazioni di importo pari o superiore a 150.000 euro e inferiore a 5 milioni di euro, nel rispetto del criterio di rotazione degli inviti, previa consultazione di un numero di operatori variabile sulla base dell'importo complessivo.

Il criterio di aggiudicazione sarà quello del prezzo più basso, salvo motivato ricorso al criterio dell'offerta economicamente più vantaggiosa, con verifica della soglia di anomalia. Non saranno richieste le garanzie provvisorie. L'aggiudicazione o l'individuazione definitiva dovrà avvenire entro due mesi, aumentati a quattro in specifici casi. Sono introdotte poi procedure senza bando di gara in caso di urgenze derivanti dall'emergenza Covid.

Per accelerare gli affidamenti sopra soglia (art.2) l'aggiudicazione deve avvenire entro il termine di sei mesi dalla data di adozione dell'atto di avvio del procedimento, pena la responsabilità per danno erariale del Rup.

La pendenza di un ricorso giurisdizionale non costituisce più giustificazione adeguata per la mancata stipula del contratto nei termini (art. 4). E' stabilito un obbligo di costituire collegi consultivi tecnici con il compito di risolvere rapidamente le controversie e le dispute che potrebbero bloccare gli appalti (art.6) e, per evitare che la mancanza di risorse blocchi i cantieri, viene creato un apposito Fondo, che potrà finanziare temporaneamente le stazioni appaltanti "Fondo per la prosecuzione delle opere pubbliche" (art. 7).

Il decreto dovrebbe contribuire ad accelerare le opere ed i cantieri fermi da tempo, per far ripartire l'economia con l'obiettivo dichiarato di sbloccare 130 grandi opere ferme da tempo immemore, ipotizzando risorse per 196 miliardi di euro (di cui 131 già disponibili).

E' prevista altresì la possibilità di nominare Commissari straordinari da parte del Presidente del Consiglio dei Ministri, che dovrà individuare con decreto gli interventi infrastrutturali caratterizzati da un elevato grado di complessità progettuale, da una particolare difficoltà esecutiva o attuativa, da complessità delle procedure tecnico-amministrative ovvero che comportano un rilevante impatto sul tessuto socio-economico a livello nazionale, regionale o locale, per la cui realizzazione o completamento si renda necessaria la nomina.

Per l'esecuzione degli interventi, i Commissari straordinari potranno assumere direttamente le funzioni di stazione appaltante e operare in deroga alle disposizioni di legge in materia di contratti pubblici, anche se con una serie di guarantigie che preservino la legalità dell'azione amministrativa.

Se il decreto semplificazioni raggiungerà i suoi scopi lo diranno i fatti. Per ora non è sfuggito alla critica autorevole del prof. Cassese che in punta di diritto contesta l'utilizzo dei decreti legge per provvedimenti omnibus come il Dl semplificazioni.

Nel merito - infine - anche l'Ance, al di là dell'apprezzamento sulle norme per contrastare la burocrazia difensiva, esprime riserve sulla mancata semplificazione degli iter autorizzativi a monte dell'opera, che sono paradossali se si pensa ai 16 anni necessari per realizzare un'opera da 100 milioni di euro.

Ioletta Pannocchia