Oggi | 26 giugno 2020 14:46

«La crisi Covid colpisce una Toscana già debole»

«La pandemia ha colpito l'economia della Toscana in una fase già di conclamata debolezza ciclica». Così Mario Venturi, direttore della sede di Firenze della Banca d'Italia, descrive il momento dell'economia regionale e le sue prospettive nel 2020 segnato dall'emergenza coronavirus e dalla crisi che ha innescato, presentando oggi il consueto rapporto di Bankitalia sull'economia regionale, stavolta più rivolto alla prospettiva in ragione del contesto segnato dall'impatto del Covid.

Nell'ultimo ventennio, secondo Venturi, si sono progressivamente erosi i vantaggi che la Toscana poteva vantare rispetto a regioni europee a essa simili, e questo si è riflesso direttamente sulla dinamica del Pil. «Un progressivo arretramento - sostiene il direttore della sede fiorentina di Bankitalia - dovuto a nodi strutturali non ancora risolti, che la Toscana e il Paese decono affontare: minore produttività del lavoro, minore propensione agli investimenti, minore efficienza». Importanti saranno i progressi sulle infrastrutture, dice ancora, mentre il percorso di aggregazione delle banche potrebbe continuare.

Per la definizione dello scenario attuale, «la disponibilità limitata - ha spiegato Venturi - di dati sull'impatto per l'economia, specie nella sua dimensione territoriale, ci ha spinto a fare ampio ricorso a informazioni qualitative. Le imprese, nonostante le difficoltà, hanno partecipato alle rilevazioni statistiche: 300 imprese circa per la rilevazione straordinaria Covid». Sulla scorta dei dati esistenti, nel primo semestre dell'anno i ricercatori di Bankitalia prevedono un fatturato anno su anno più basso di un quinto nell'industria e di un terzo nei servizi, con il crollo degli investimenti, problemi di liquidità per il 20% delle imprese anche considerati i provvedimenti del governo, e un calo dell'export in doppia cifra a fine anno.

«L'export si è fermato nel primo trimestre dell'anno, e in termini prospettici si stima un calo del 10% per il 2020», ha spiegato Silvia Del Prete, ricercatrice di Bankitalia. «Nel trimestre - ha aggiunto - solo il dato di marzo risente del calo delle vendite, ma mostra come ci siano state grosse flessioni soprattutto nella moda, e anche nei commparti della meccanica, compensate dalla crescita dell'export dei metalli preziosi sulla spinta del prezzo dell'oro, e dall crescita della farmaceutica».

Bankitalia osserva che «il ricorso alla garanzia pubblica e il maggiore utilizzo dei margini disponibili sulle linee di credito hanno contribuito e contribuiranno ad attenuare le esigenze di liquidità soprattutto per le unità produttive di minori dimensioni, verso cui si sono concentrati gli aiuti». Le domande presentate dalle imprese toscane al Fondo centrale di garanzia per operazioni fino a 30mila euro erano pari a 50.500 allo scorso 13 giugno, con finanziamenti per un miliardo di euro, l'8,3% del totale nazionale.


Per quanto riguarda il credito alle imprese nel suo complesso, il primo trimestre del 2020 vede un calo del 2,6%, anche se per effetto delle misure di sostegno alla liquidità post-Covid «ci aspettiamo che ci sia una risalita molto più forte nel secondo trimestre 2020», spiega Del Prete, secondo cui «è verosimile attendersi di nuovo negli anni a venire un lieve innalzamento del tasso di deterioramento del credito, ma la situazione è molto favorevole rispetto alle situazioni pre-crisi del debito sovrano, e questo mette imprese e banche in condizioni di solidità patrimoniale e finanziaria migliori per fronteggiare la crisi.

I prestiti bancari alle famiglie sono invece cresciuti a fine 2019 (3,2%) e a marzo 2020 (2,5%), con un aumento delle nuove erogazioni di mutui nel primo trimestre dell'anno in corso (4,2%), con netta prevalenza dei mutui a tasso fisso, mentre il credito al consumo ha rallentato (dall'8,2% al 5,7%) in connessione con il deterioramento delle condizioni del mercato del lavoro e con il calo dei consumi.