Oggi | 23 giugno 2020 18:15

«Investimenti pubblici e privati per ripartire»

Per far ripartire l'Italia e la Toscana servono investimenti pubblici e privati, a partire dalle grandi opere infrastrutturali: è il concetto ribadito da Enrico Rossi, presidente della Regione Toscana, che oggi ha partecipato a una videoconferenza organizzata dalla Uil Toscana con la segretaria regionale Annalisa Nocentini, e il segretario nazionale aggiunto Pierpaolo Bombardieri.

«Dobbiamo ripartire dalla capacità di mettere in campo un intervento pubblico, ma anche privato quando è possibile, che modernizzi il Paese, e che consenta di procedere in tempi rapidi a dare lavoro a migliaia di persone», ha aggiunto Rossi, che chiede «politiche keynesiane per il lavoro, per la modernizzazione», anche perché «farlo in sicurezza per i lavoratori, nel rispetto della legalità, si può fare».

Il modello per le infrastrutture deve essere Genova, «dove si è dimostrato - osserva Rossi - che in due anni si può ricostruire un ponte: mi domando veramente perché non riflettere e fare in modo che lo Stato adotti una procedura, non voglio dire identica, ma per sbloccare le grandi opere che abbiamo da sbloccare nel Paese, e dare lavoro a centinaia di migliaia di persone». Al contrario, il ponte sul Magra crollato in Lunigiana «con le procedure ordinarie - sostiene il governatore - a cui in questo come in altri casi siamo obbligati, di anni ne serviranno diversi per ricostruirlo».

E' lunga anche in Toscana la lista delle grandi opere che da tempo attendono di essere realizzate. «Valgono oltre 5 miliardi di euro - dice Rossi - altri due miliardi sono costituiti da interventi regionali, dalla sanità all'assetto idrogeologico, che l'anno scorso abbiamo inserito nel patto per lo sviluppo firmato con le associazioni di categoria e le parti sociali».