Oggi | 22 giugno 2020 22:03

Cavalli va a Milano, il 70% dei lavoratori sceglie il bonus

La vertenza sul trasferimento a Milano dello stabilimento fiorentino del marchio di moda Roberto Cavalli si chiude come previsto: nessun ripensamento della nuova proprietà, l'araba Damac Properties, e la scelta di gran parte dei dipendenti di lasciare il posto di lavoro.

Su 170 dipendenti, poco più di 50 si sposteranno nella nuova sede «secondo le condizioni previste dal contratto nazionale in questi casi». Tutti gli altri («oltre 100» segnalano i sindacati Femca-Cisl e Filctem-Cgil) hanno dato la pre-adesione al piano dell'azienda che prevede il licenziamento con corresponsione da 8 a 11 mensilità, a seconda dell'anzianità di servizio.

Scende il sipario dunque su una presenza industriale storica della città, fondata da Roberto Cavalli, poi passata nel 2015 al fondo Clessidra che non è riuscito a rilanciarla, e infine rilevata a fine 2019 dagli arabi di Damac.

«Firenze perde un enorme patrimonio umano e professionale, restiamo preoccupati per il futuro industriale del marchio anche perché in Toscana sono numerose le ditte fornitrici», dicono i sindacati. Nell'incontro con l'azienda al tavolo di crisi della Regione, le parti hanno preso atto delle decisioni dei dipendenti. «I lavoratori hanno lottato finché hanno potuto per convincere l'azienda a rinunciare alla chiusura della fabbrica di Sesto Fiorentino, ringraziamo le istituzioni locali che ci sono state accanto», concludono Cisl e Cgil Firenze.