Oggi | 19 giugno 2020 13:35

Mobit-One Scarl chiede 113 milioni alla Regione

Dopo che la Regione Toscana ha annunciato di voler chiedere 34 milioni di euro di danni alle aziende del Tpl di Mobit consorziate in One Scarl, sono queste ultime a contrattaccare chiedendo alla Regione stessa più di 113 milioni per cui si accusano gravi ritardi nell'erogazione. Un fattore che, sostiene One Scarl in una nota, mette in difficoltà le aziende così come i 32 milioni di euro di mancati ricavi da traffico registrati durante il lockdown per la pandemia Covid-19.

I mancati introiti, afferma il consorzio, si compongono di «97 milioni di corrispettivi dovuti per i servizi svolti durante il biennio di contratto ponte 2018/2019 e, successivamente, in atto d'obbligo nelle prime sei mensilità del 2020. A questa cifra si debbono aggiungere 15,8 milioni di euro di contributi residui per nuovi autobus già acquistati dalle aziende nelle annualità 2018, 2019 e 2020, durante le quali nonostante il perdurare della situazione di incertezza le aziende hanno continuato ad investire nel rinnovamento della flotta».

Tuttavia, secondo la Regione, «One Scarl avrebbe considerato gli atti d'obbligo nella misura impegnata dai decreti dirigenziali senza tenere conto del programmato post-Covid, sommato a questo il 50% dell'importo massimo riconosciuto per il Ccnl (14,5 milioni) e ritenendo come già dovuto il riequilibrio richiesto per il 2019». Il consorzio, per Palazzo Strozzi Sacrati, deve ancora fatturare in modo corretto circa 30 milioni di euro. «Somma che la Regione è pronta a liquidare - afferma Vincenzo Ceccarelli, assessore regionale ai trasporti - a fronte della presentazione della corretta documentazione. Sappiamo benissimo i vincoli cui è sottoposta la Pa quando si tratta di liquidare quanto dovuto in base ai contratti di servizio».

Prendono la parola anche i sindacati di settore, che chiedono alla Regione e ai Comuni «una chiarezza immediata su come dovrà essere gestito il servizio nei prossimi anni perché non possiamo perdere più tempo», posto che «le azioni legali promosse presso i Tribunali Amministrativi e quella alla Corte di Giustizia Europea, nonché la sentenza del Consiglio di Stato del dicembre 2019 ed ulteriori ricorsi al Tar del febbraio 2020 non hanno annullato la gara, né sospeso i suoi effetti, né messo in discussione il lotto unico e né giudicato sfavorevolmente l'operato della Regione Toscana».

Ma la richiesta di Filt-Cgil, Fit-Cisl, Uiltrasporti, Faisa-Cisal è anche quella di «rinnovare l'impegno al mantenimento delle risorse che derivano dai bilanci della Regione Toscana, delle Province e dei Comuni per i prossimi anni, a prescindere dal percorso di subentro. Per fare questo c'è bisogno di tutti i soggetti di rappresentanza coinvolti: Anci, Upi, Regione Toscana, associazioni datoriali Asstra, Anav e Agens. Certezza dei finanziamenti significa proseguire nel rinnovo del parco mezzi, garantire il servizio pari a circa 110 milioni di Km l'anno ed anche mantenere l'occupazione in un settore che assicura lavoro a più di 5.000 famiglie in maniera diretta e circa 2.000 in maniera indiretta».