Oggi | 19 giugno 2020 12:29

Post-Covid, gli industriali orafi di Arezzo chiedono aiuto

Il distretto orafo di Arezzo chiede aiuto: l'emergenza Covid ha causato un blocco quasi totale delle attività per carenza di domanda, ma i provvedimenti governativi poco si "adattano" a sostenere un settore che vanta diverse particolarità.

La prima è che le aziende che lavorano una materia prima preziosa come l'oro, che incide per circa l'85% sui ricavi, fanno presto a raggiungere cinque milioni di fatturato, tetto che esclude dall'accesso ai contributi a fondo perduto previsti dal decreto Rilancio.

Per questo gli industriali orafi di Arezzo, per bocca della presidente della sezione Oreficeria e gioielleria di Confindustria Toscana sud, Giordana Giordini (nella foto), si stanno mobilitando per chiedere una modifica all'articolo 25 del decreto Rilancio, che consenta l'accesso ai contributi a fondo perduto anche alle aziende con fatturato superiore ai cinque milioni.

«Senza questa correzione, considerato il valore della materia prima che utilizziamo, nessuna azienda del settore orafo avrebbe la possibilità di accedere ai contributi a fondo perduto», sottolinea Giordini.

Le altre cinque richieste - avanzate dal settore ai parlamentari e alle istituzioni locali, con cui hanno costituito un tavolo - sono: la moratoria degli interessi sul prestito d'uso per la materia prima (che, a causa del blocco del mercato, non stanno utilizzando); quella sulle rate di rimborso dei finanziamenti attivati per i programmi di investimento (almeno per la parte capitale); la proroga dei versamenti del saldo 2019 delle imposte (Irpef e Ires), la riduzione degli acconti 2020 e la revisione radicale dei criteri di imposizione delle tasse locali; l'estensione del regime Iva di "reverse charge" a tutta la filiera di produzione e commercializzazione del gioiello; la possibilità di rivalutazione delle rimanenze di magazzino («nel settore orafo ci sono molte aziende che hanno magazzini di proprietà importanti, con una plusvalenza teorica notevole», sottolineano gli industriali).

Intanto il Consiglio regionale ha approvato una mozione che impegna la Giunta a rappresentare a Governo e Parlamento la necessità di una modifica all'articolo 25 del decreto Rilancio, una rapida ratifica della "Convenzione sul controllo e la marchiatura degli oggetti in metalli preziosi" e ad attivare un tavolo tecnico per il settore orafo in attuazione delle disposizioni in materia di economia circolare e per la gestione dei rifiuti previste dalla normativa regionale.

«Se il decreto si chiama Rilancio, dovrà essere di rilancio per tutti, anche per le aziende del settore orafo», sostiene Giordana Giordini.