Oggi | 17 giugno 2020 10:02

Gara Tpl, Rossi indagato dichiara guerra a Mobit

Due funzionari della Regione, i quattro membri della commissione che ha decretato l'aggiudicazione ad Autolinee Toscane della gara regionale del Tpl, e ora anche il presidente della Regione Toscana Enrico Rossi sono indagati nell'ambito dell'inchiesta della procura di Firenze nata da un esposto di due aziende del consorzio Mobit, che riunisce gli attuali gestori del servizio. Rossi è però passato al contrattacco, annunciando la presentazione di un esposto alla procura proprio contro Mobit, denunciando la «violazione dell'obbligo della messa a disposizione del legittimo aggiudicatario della gara Tpl (Autolinee Toscane) dei beni necessari per la gestione del servizio pubblico», con «atteggiamenti dilatori ed ostruzionistici».

L'ipotesi di reato formulata nei confronti del governatore è quella della turbativa d'asta. «Le accuse - ha dichiarato Rossi - sono infamanti e ridicole. Aspetto il momento giusto per procedere a querelare i calunniatori a cui consiglio di prepararsi a pagare per le loro diffamazioni». A tal proposito Mobit ha precisato di non aver presentato alcun esposto - sono state Cap a giugno 2019 e Copit a dicembre a rivolgersi alla magistratura - rispedendo al mittente «le accuse che vogliono questa indagine come un tentativo di "bloccare" la gara del Tpl che ha visto recentemente fissata la data dell'udienza di merito del Consiglio di Stato per il prossimo 8 ottobre e le cui dinamiche processuali, tutt'altro che concluse, procedono indipendentemente dall'inchiesta penale».

I fatti sotto la lente della procura risalgono all'autunno del 2015: a Rossi viene contestato il fatto di aver rilasciato, 13 novembre di quell'anno, dichiarazioni sull'esito provvisorio della gara, prima della sua conclusione formale. L'avvocatura regionale sostiene però che, a quel punto, l'esame delle offerte con l'attribuzione dei punteggi si era già concluso, visto che la seduta pubblica di gara, nell'ambito della quale è stata data lettura dei punteggi attribuiti all'offerta tecnica ed economica (con la vittoria di At) si era tenuta il 14 ottobre, un mese prima. La Regione, lo stesso giorno, annunciò alla stampa che l'offerta di At aveva ottenuto il punteggio più alto, e l'azienda del gruppo Ratp cantò pubblicamente vittoria.

L'esame del Piano economico e Finanziario, sostiene l'avvocatura, «è proseguito nei giorni successivi, ma trattandosi di documento a corredo dell'offerta e non oggetto di punteggio, non avrebbe prodotto cambiamento alcuno sul punteggio definitivo assegnato ai due concorrenti nella seduta pubblica del 14 ottobre 2015. Nelle sedute del 17 e 24 novembre 2015, la commissione ha ritenuto nella sua discrezionalità tecnica che i due Pef fossero entrambi corretti. Il giudizio è stato anche motivato nel verbale».