Oggi | 28 maggio 2020 17:05

Noxerior, boom degli ordini di generatori di ossigeno

Triplica lo stabilimento, passando ad avere 2.500 metri quadrati nell'ex Eurovinil, la Noxerior di Grosseto, produttore di generatori di ossigeno per cliniche e ospedali (è il primo in Europa ad aver brevettato un dispositivo medicale), strategici in questa fase di emergenza Covid.

«E infatti con la pandemia siamo stati sommersi dagli ordini - spiega il direttore Federico Guidarelli - in arrivo soprattutto da mercati extraeuropei, in particolare Emirati Arabi e Sudamerica. Esportiamo il 95% della produzione e finora abbiamo venduto i nostri generatori, frutto di tecnologia tutta italiana, in 130 Paesi con più di mille installazioni di ossigeno medicale in strutture sanitarie del mondo. Ma l'Italia continua a ignorarci».

Il cruccio di Noxerior (che fa capo al gruppo francese Novair) è che negli ospedali tricolori i generatori di ossigeno non sono molto conosciuti «e si continuano a usare ancora le bombole come 30 anni fa, con costi più alti e minor sicurezza». Un ospedale di medie dimensioni, secondo Guidarelli, spende fino a 100mila euro di ossigeno all'anno contro i 20mila euro che spenderebbe acquistando una macchina per generare ossigeno.

Noxerior nel 2019 ha fatturato 4,3 milioni con un ebitda dell'8-9%; quest'anno prevede di superare i 5 milioni per poi guardare avanti. Il piano di sviluppato al 2023 punta a toccare i 7 milioni con una trentina di dipendenti (oggi sono 20). La crescita sarà possibile anche grazie al nuovo stabilimento in cui l'azienda si è appena trasferita.

Con l'avvento del Covid, in pratica, il business Noxerior si è rovesciato: se prima l'80% era assorbito dalla produzione di generatori di ossigeno e di azoto per il mercato industriale (alimentare, laser), ora il grosso arriva dall'ossigeno medicale. «Noi speriamo che torni a crescere anche il mercato industriale che nel 2018 e 2019 ci aveva dato grandi soddisfazioni», conclude Guidarelli.