Oggi | 28 maggio 2020 17:32

Gucci 'accompagna' i fornitori al credito di Intesa


Gucci va in aiuto delle piccole e medie aziende della propria catena di fornitura e subfornitura, che in questa fase di crisi da Covid hanno bisogno di soldi per finanziare la crescita o (in molti casi) per non soccombere, e lo fa insieme a un partner bancario storico, Intesa Sanpaolo, con cui già da anni sperimenta un programma di sostegno alla filiera. Il nuovo accordo Gucci-Intesa sul programma 'Sviluppo filiere' parte adesso.

«Grazie alla partnership annunciata oggi – affermano in un comunicato Gucci e Intesa Sanpaolo - le aziende che fanno parte della filiera Gucci potranno beneficiare del ‘valore' della capo-filiera, con l'effetto di vedersi riconoscere termini e condizioni vantaggiosi e di poter accedere a finanziamenti in tempi rapidi». Velocizzare l'accesso alla liquidità e usufruire di agevolazioni solitamente dirette alla clientela corporate di grandi dimensioni sono tra le azioni comprese nella partnership.

L'accordo abbraccia tutta la filiera dei fornitori di Gucci, dunque centinaia di aziende e laboratori nei comparti della pelletteria, scarpe, accessori, abbigliamento, gioielleria, che danno lavoro a oltre 20mila persone.

Gucci ormai da tempo ha messo a punto un sistema di valutazione dei propri fornitori grazie alle competenze finanziarie di Intesa Sanpaolo. L'appartenenza dei fornitori alla filiera Gucci sarà valorizzata dal gruppo bancario, "riconoscendo – si assicura - importanti vantaggi di prezzo".

La collaborazione tra i due gruppi su questo terreno, del resto, è cominciata da tempo. Addirittura nel 2013, quando Gucci e Cassa di risparmio di Firenze (gruppo Intesa) strinsero il primo accordo per condividere le informazioni sui fornitori del brand e sostenerli nell'accesso al credito. Quell'esperimento si trasformò poi nel programma "Sviluppo Filiere" varato da Intesa nel 2015 e applicato a tante filiere made in Italy.

«Il nostro obiettivo – dice Marco Bizzarri, presidente e ceo di Gucci - è assicurare che la bandiera del made in Italy, mentre l'economia riparte, possa continuare a rappresentare il patrimonio italiano nel mondo come ha sempre fatto finora». «Il progetto Sviluppo Filiere - aggiunge Carlo Messina, ceo di Intesa Sanpaolo - vuole essere un ulteriore strumento che offriamo alle piccole e medie imprese italiane, con uno sguardo rivolto al presente, in modo da aiutarle ad affrontare l'emergenza di questi mesi, e uno proiettato al futuro, per sostenerle verso la ripresa economica e nei progetti di sviluppo, anche in ambito internazionale».