Oggi | 22 maggio 2020 20:07

Cavalli ha fretta di trasferirsi: «Decisione irrevocabile»

Fare presto. La nuova proprietà di Roberto Cavalli (il magnate arabo Hussain Sajwani) ha fretta di definire con i sindacati modalità e tempistiche del trasferimento del quartier generale e dei 170 lavoratori da Firenze (nella zona dell'Osmannoro, comune di Sesto Fiorentino) a Milano, e oggi, 22 maggio, lo ha ribadito nell'incontro che si è tenuto nella sede di Confindustria Firenze.

«Vogliamo farlo presto, nell'interesse dei lavoratori - afferma un comunicato - Vogliamo collaborare con sindacati e istituzioni per trovare una soluzione che consenta di gestire al meglio questa fase. I motivi della decisione sono stati ampiamente spiegati in tutte le sedi competenti. La decisione assunta dall'azionista è irrevocabile».

Delusi i sindacati Femca-Cisl e Filctem-Cgil, che speravano nella presentazione del piano industriale (si veda qui ) e che hanno ribadito la contrarietà alla chiusura della fabbrica di Sesto Fiorentino e chiesto garanzie occupazionali per tutto il personale fino almeno al 2026. Lunedì 25 maggio si svolgerà un'assemblea dei lavoratori per decidere iniziative di mobilitazione.

Le parti si rivedranno il 3 giugno, ma la procedura è già partita. Dopo la comunicazione ai sindacati della decisione di trasferire le funzioni commerciali e amministrative a Milano, con la contestuale chiusura della sede dell'Osmannoro, Cavalli ha confermato che non intende licenziare nessuno e che vuol continuare a servirsi dei fornitori toscani.

La scelta di Milano, punto di riferimento per clienti e investitori, si lega al piano industriale che fa leva sulla vocazione commerciale dell'azienda. «Una decisione che gli effetti della pandemia rendono ancora più razionale - afferma Cavalli - il trend di trasformazione digitale sta subendo una fortissima accelerazione con conseguenze sul modello di business e sull'organizzazione del lavoro e questo comporta la necessità di spostare l'asse in prossimità delle società che erogano tali servizi digitali, prevalentemente polarizzate nell'area milanese».