Oggi | 21 maggio 2020 00:38

Nuovi fondi per digitalizzazione e terzo settore

Per cercare di fare fronte alla recessione che si annuncia dopo l'emergenza coronavirus e il conseguente lockdown, le istituzioni e il sistema camerale mettono in campo iniziative e - soprattutto - finanziamenti. Ed è alla digitalizzazione delle aziende, dalle più piccole alle più strutturate, che saranno dedicati egli interventi che la Camera di commercio della Maremma e del Tirreno lancerà per i territori di Grosseto e Livorno con uno stanziamento straordinario di due milioni di euro per il 2020; ma il presidente Riccardo Breda annuncia anche «un intervento straordinario anche per il 2021».

Il piano di interventi si articola su due filoni: da una parte i bandi che a breve saranno pubblicati, con uno stanziamento di risorse per l'acquisto di hardware e software necessari alle aziende e la concessione di voucher per consulenze con focus sulle spese richieste dallo smartworking e per i protocolli anticontagio dall'inizio dell'emergenza; dall'altra un catalogo di seminari via web articolati per livelli crescenti di complessità e su alcune tematiche quali lo smart working, l'ecommerce, i protocolli di sicurezza, il commercio con l'estero.

Si muove anche la Regione Toscana: se dal lato delle imprese dal 1 giugno saranno aperti i termini per presentare la domanda di accreditamento regionale da parte di incubatori e startup house, per il terzo settore è stato deliberato un avviso pubblico da oltre 2 milioni di euro, e mezzo milione di euro sarà ripartito fra comunità locali e Banco Alimentare per contenere gli effetti sociali dell'emergenza Covid-19. «Vogliamo mettere in campo iniziative concrete - afferma l'assessore al welfare Stefania Saccardi - per sostenere i bisogni essenziali delle persone, con un'attenzione particolare ai soggetti più vulnerabili e in condizione di svantaggio o marginalità sociale».

Molto di più - anche dal governo nazionale - servirà per curare le ferite del commercio, che nella sola area metropolitana di Firenze accuserà una perdita in valore fra 1,2 e 1,7 miliardi di euro nel 2020, a quanto evidenziano le stime dell'Ufficio studi della Camera di commercio. Secondo lo studio, continueranno a crescere gli acquisti online di prodotti non alimentari, mentre faticherà a risalire la propensione a frequentare i negozi fisici.

«Per far ripartire il commercio, soprattutto a Firenze - afferma Leonardo Bassilichi, presidente della Camera di commercio - è indispensabile che tornino i viaggiatori internazionali con la loro capacità di spesa. Serve dunque un'offerta attrattiva, in grado di generare domanda, ecco perché in questa fase è molto importante che tutti possano riaprire, in modo da innescare un circolo virtuoso. La spinta può arrivare dagli stessi operatori, motore dell'economia e vetrina del territorio, pur nelle grandissime difficoltà che sta affrontando il settore. Servirà anche una strategia di rilancio per il centro storico della città».