Oggi | 20 maggio 2020 18:43

Doc Maremma, stop al dominio del Sangiovese

Dopo quattro anni di attesa, la Doc Maremma Toscana taglia il traguardo della modifica del disciplinare di produzione: nella tipologia Rosso il vitigno Sangiovese non dovrà più pesare almeno il 40%, previsione che apre di fatto la strada all'ingresso nella denominazione dei vini che hanno una presenza di Sangiovese inferiore al 40% o addirittura nulla.

«Questa modifica consentirà alla denominazione di crescere e di allargare il raggio d'azione, presentandosi sui mercati con una proposta più ampia e articolata che andrà a raggiungere nuove punte di qualità», dice Francesco Mazzei, presidente del Consorzio tutela vini della Maremma Toscana che associa 279 aziende operanti nella provincia di Grosseto per un totale di 6 milioni di bottiglie prodotte all'anno.

La modifica del disciplinare è stata appena approvata dal ministero delle Politiche agricole tramite il Comitato nazionale Vini. In particolare per la produzione della tipologia Rosso potranno essere utilizzate - da sole o congiuntamente e per un minimo del 60% - Sangiovese, Cabernet Sauvignon, Cabernet franc, Merlot, Syrah e Ciliegiolo; per la produzione della tipologia Bianco potrà invece essere utilizzato - accanto a Vermentino e Trebbiano toscano - anche il Viognier, da solo o congiuntamente alle altre due varietà, per almeno il 60%. Inserita anche la menzione Riserva sia per la tipologia Bianco (invecchiamento non inferiore a 12 mesi) sia per il Rosso (con invecchiamento obbligatorio di due anni di cui almeno sei mesi in legno).

È stato un lavoro lungo e complesso - afferma il consorzio - che ha dovuto confrontarsi anche col cambiamento delle regole comunitarie, avvenuto a inizio 2019, che ha imposto di "spacchettare" le modifiche richieste. Il prossimo passo sarà la richiesta di imbottigliamento nella zona di produzione, modifica per la quale è previsto il pronunciamento della Commissione europea.