Oggi | 16 maggio 2020 15:57

Coronavirus, Inail rassicura i datori di lavoro

Il datore di lavoro risponde penalmente e civilmente delle infezioni di origine professionale solo se viene accertata la propria responsabilità per dolo o per colpa. Il chiarimento fornito dall'Inail in una nota può rasserenare il clima fra gli imprenditori toscani e italiani, fortemente preoccupati dall'ipotesi della responsabilità penale e civile da contagio Covid-19 a carico del datore di lavoro.

Secondo l'istituto, infatti, dal riconoscimento come infortunio sul lavoro non discende automaticamente l'accertamento della responsabilità civile o penale in capo al datore di lavoro. E Inail ritiene che la molteplicità delle modalità del contagio e la mutevolezza delle prescrizioni da adottare sui luoghi di lavoro, oggetto di continuo aggiornamento da parte delle autorità in relazione all'andamento epidemiologico, rendano estremamente difficile la configurabilità della responsabilità civile e penale dei datori di lavoro.

«Sono importanti i chiarimenti che iniziano ad arrivare sia dal Governo che dall'Inail tesi a circoscriverne la portata, ma continua ad essere indispensabile l'approvazione di una norma che escluda in via definitiva tale responsabilità», commenta il presidente di Confindustria Toscana Alessio Ranaldo, sottolineando che «alle dichiarazioni e alle intenzioni adesso devono seguire azioni normative concrete e specifiche per dare alle imprese certezze applicative ed interpretative, soprattutto in questo momento».

Coniugare sicurezza e ripresa «è possibile, anzi è indispensabile», sottolinea Ranaldo, e dunque «respingiamo le accuse di creare eccessivo allarmismo sul punto, sfruttando il tema per rimettere in discussione il sistema delle tutele in materia di sicurezza sul lavoro: niente di più lontano dalla realtà, e comunque se i nostri allarmi sono eccessivi, non rappresenterà un problema introdurre quegli elementi di certezza normativa indispensabili per le imprese».