Oggi | 14 maggio 2020 20:14

Balneari in allarme per l'ambigua proroga concessioni

Prima ancora delle linee guida sulle spiagge, raccomandate nei giorni scorsi da Inail e Istituto superiore di sanità, i balneari aderenti a Assobalneari (Federturismo-Confindustria) contestano la previsione del decreto Rilancio sulle concessioni demaniali marittime.

Si aspettavano una parola chiara sulla proroga di tali concessioni al 2033 - già prevista, spiegano, nella legge di Stabilità 2018 ma non applicata da tutti i Comuni - e invece devono fare i conti con una norma ambigua inserita nell'ultima stesura (il decreto non è ancora stato pubblicato sulla Gazzetta ufficiale), «di difficile comprensione non solo per gli addetti ai lavori», protesta il presidente di Assobalneari Fabrizio Licordari, che «sembra studiata da chi scrive per professione norme incomprensibili che non fanno che alimentare la cancrena del nostro Paese: la burocrazia».

Secondo quanto riferito in un comunicato da Licordari, il ministro del Turismo Dario Franceschini è rimasto sordo alle richieste dei balneari avanzate mentre era in corso il Consiglio dei ministri che ha varato il decreto, limitandosi a rassicurarli sul fatto che la proroga è specificata e sarà applicata.

Ma i balneari non sono di questa opinione, e sono pronti a mobilitarsi per ottenere la modifica del decreto in sede di conversione: «Se invece di fare chiarezza, per consentire alle imprese di ripartire con fiducia e con la certezza della norma, si generano altri dubbi, problemi, equivoci e contenziosi, è chiaro che si fanno solo proclami e chiacchiere», dice Licordari ipotizzando che le linee guida Inail sulle spiagge siano servite a «distogliere l'attenzione dal problema principale legato al mantenimento della concessione».

Quelle linee guida, definite «improponibili e irricevibili» da Assobalneari, sollevano la protesta anche dell'Ambito turistico "Costa degli Etruschi" che definisce «inapplicabili» per garantire la sostenibilità economica le previsioni di cinque metri di distanza tra le file di ombrelloni e di 4,5 metri tra un ombrellone e l'altro della stessa fila. No anche ai sistemi di prenotazione per le spiagge libere.