Oggi | 14 maggio 2020 13:27

Albergatori in allarme, ''così non si riapre''

«Se non interverranno modifiche radicali non sarà possibile riaprire le nostre strutture». Questa la denuncia della sezione Industria alberghiera di Confindustria Firenze, che ha lanciato l'hashtag #noistiamochiusi in una lettera inviata al premier Giuseppe Conte, ai ministri Dario Franceschini, Roberto Gualtieri e Stefano Patuanelli, e alle autorità locali, nell'ambito di una mobilitazione nazionale. Le norme del Dl Rilancio non hanno convinto appieno la categoria, fra le più colpite dagli effetti dell'emergenza coronavirus.

Fra le richieste degli albergatori, stralcio di Imu, Tari e Tasi per tutto il 2020, ammortizzatori sociali per tutto il 2021, azzeramento dei contributi per i lavoratori stagionali e dimezzamento per i dipendenti fissi almeno fino e dicembre 2021, regole per la ripartenza chiare e rapide, una soluzione per sollevare i datori di lavoro dalla responsabilità civile e penale in caso di infezione da Covid di un dipendente, contributi a fondo perduto, prestiti e mutui a 30 anni a tasso fisso minimo, l'attivazione dei 200 milioni del fondo sviluppo e coesione, soglie più alte per il bonus vacanza.