Oggi | 8 aprile 2020 15:12

Crolla un ponte in Lunigiana, accuse all'Anas

Solo le limitazioni alla circolazione adottate per il contrasto al Coronavirus hanno evitato una strage al confine fra Toscana e Liguria: un ponte sul fiume Magra, in Lunigiana, è crollato alle 10.30 di stamattina collassando su se stesso. Lungo circa 400 metri e alto 7-8 mtri circa il ponte si trova in località Albiano, nel comune di Aulla, e collega la Sp70 con la Sp62, unendo la Val di Vara alla Val di Magra. I soli due veicoli in transito, due furgoni, sono rimasti coinvolti nel crollo: illeso uno dei due autisti, l'altro è stato ricoverato all'ospedale in codice giallo.

Gestore della ex Sp70 (ora strada statale 330), e anche del ponte crollato, è l'Anas che nel 2018 ha rilevato la gestione della strada dalla Provincia di Massa Carrara. Proprio la società è ora investita da polemiche sulla manutenzione del ponte: «Ho inviato ben tre lettere all'Anas negli ultimi mesi per segnalare criticità sulla stabilità del ponte ora crollato», ha rivelato il sindaco di Aulla Roberto Valettini. Il presidente della Provincia di Massa Carrara, Gianni Lorenzetti, ha ricordato che il 3 novembre scorso ci fu un sopralluogo al ponte dei tecnici Anas, dopo che era stata rilevata una crepa sull'asfalto, ingrandita dalla pioggia, ma dai controlli fu dichiarato che non sussistevano «condizioni di pericolosità». In tale circostanza, afferma il Comitato Autostrade Chiare, Anas spiegò che non furono riscontrate «anomalie e difetti tali da intraprendere provvedimenti emergenziali».

La ministra delle Infrastrutture Paola De Micheli ha chiesto una dettagliata relazione alla società di gestione, e ha istituito presso il Ministero una Commissione di inchiesta per fare chiarezza sull'accaduto e accertare le responsabilità. «E' l'ennesima dimostrazione che le infrastrutture del nostro territorio sono ormai a livello di disfacimento e che c'è bisogno di una cura da cavallo», attacca il presidente della Regione Toscana Enrico Rossi, secondo cui «il modello Genova deve essere esteso a tutto il Paese, assumendoci la responsabilità morale di fare le cose al meglio possibile, con onestà e rispetto delle competenze. Ma anche questo non basterà. Occorrono altre centinaia di miliardi di investimenti per riparare al dissesto infrastrutturale e del territorio».

Rossi nel pomeriggio ha scritto al premier Giuseppe Conte chiedendo al governo di adottare «specifiche disposizioni derogatorie e acceleratorie», analogamente a quanto previsto per il crollo del ponte Morandi di Genova, e di individuare un commissario straordinario, che il governatore toscano suggerisce di individuare nell'amministratore delegato di Anas.

Insorge anche la Cgil: «Circa un anno fa è iniziata una vertenza con Anas sui chilometri di strada tornati in gestione all'Anas e sulla conseguente necessità di adeguare il personale per il controllo e la manutenzione degli stessi», spiegano Dalida Angelini (segretaria generale Cgil Toscana) e Monica Santucci (segretaria generale Filt Cgil Toscana), ricordando che la vertenza si era chiusa con un accordo per nuove assunzioni. «Quell'accordo però non è stato rispettato - accusano Angelini e Santucci - nonostante nostri ripetuti interventi, l'ultimo il sei marzo scorso. Spiace dire che avevamo ragione a chiedere di essere ascoltati».