Oggi | 7 aprile 2020 15:51

«Filiere della moda a rischio se non si riapre»

Ancora soggette al fermo totale della produzione a seguito del Dpcm del 22 marzo scorso, le imprese della sezione Moda di Confindustria Firenze chiedono di cominciare a programmare una ripartenza di tutta la filiera dopo il 13 aprile. «Se lo stop delle nostre imprese proseguirà a lungo - afferma David Rulli, presidente della sezione - rischiamo di perdere quel capitale di competenze e conoscenze, vero patrimonio delle nostre imprese, che ha reso il nostro polo della pelletteria fiorentina e le aziende della moda in generale incontrastate eccellenze e bandiere del made in Italy nel mondo».

Rulli spiega che «molte aziende hanno già ordini in casa per i prossimi 2 o 3 mesi. Ordini su cui, grava pesantemente la possibile richiesta di annullamenti, causata della stagionalità dei prodotti. Per la filiera, soprattutto per le piccole e medie imprese, sarebbe un colpo mortale, perché gli annullamenti andrebbero a sommarsi ad una perdita di fatturato, ad essere ottimisti, già ad oggi stimata intorno 40%. Un danno economico, cui difficilmente molte riuscirebbero a sopravvivere».

L'appello è per tornare a produrre nel rispetto delle norme di tutela e sicurezza dei lavoratori. «Sono loro i primi a chiederci di riaprire, perché si rendono conto dei problemi ai quali stiamo andando incontro», sostiene Rulli, secondo cui a essere in pericolo sono tutte le impese della filiera, ma l'allarme si fa ancora più forte per le Pmi. «Non chiediamo aiuti - conclude - ma la possibilità di ripartire e credito agevolato che ci supporti in questo complesso presente storico e dopo gli annunci del presidente del Consiglio Giuseppe Conte di ieri sera, attendiamo oggi di leggere il testo del decreto per comprendere bene il reale supporto che potrà arrivare a beneficio delle nostre imprese».