Oggi | 7 aprile 2020 17:42

«Aziende vitivinicole in forte crisi di liquidità»

Calo delle vendite di vino, azzeramento dell'attività di accoglienza: le aziende vitivinicole toscane si trovano «a fronteggiare già adesso una forte crisi di liquidità che mette a rischio non solo i bilanci ma anche e soprattutto la propria sopravvivenza».

A scriverlo, in una lettera indirizzata all'assessore regionale all'Agricoltura Marco Remaschi, è Francesco Mazzei, presidente dell'associazione Avito che riunisce 22 Consorzi di vini toscani Dop e Igp.

Nella lettera si chiedono interventi urgenti per il settore, dominato da piccole imprese che hanno limitate risorse finanziarie e organizzative; si invocano tempi brevi per accedere al decreto Liquidità del Governo; si sottolinea come il rallentamento degli ordini di bottiglie sia stato aggravato dal blocco totale del flussi turisti.

«Gli istituti di credito, supportati dai fondi di garanzia, devono poter sbloccare immediatamente le risorse per le imprese vitivinicole, incluse quelle che non sono in bonis - afferma Mazzei -. Inoltre il posticipo delle scadenze fiscali e previdenziali, le moratorie sui mutui, l'accesso alla cassa integrazione in deroga devono avere un orizzonte temporale più ampio perché gli effetti della crisi non saranno solo nel breve periodo. Si deve ragionare sui 12-18 mesi ed è essenziale avere la proroga e la massima flessibilità degli investimenti programmati con finanziamenti europei, senza perdere le risorse già previste».

In una seconda fase, secondo Avito, si dovrà poi progettare «un forte piano di rilancio promozionale sul fronte nazionale e internazionale» con l'indispensabile intervento della Regione come parte attiva nei confronti del Ministero e dell'Unione Europea.