Oggi | 4 aprile 2020 01:06

Prato, le imprese blindano i pagamenti dei fornitori

Se nella filiera produttiva dei tessuti e filati si creano "buchi", perché le piccole aziende che svolgono alcune lavorazioni strategiche o forniscono servizi essenziali vanno in crisi e chiudono i battenti per sempre, l'intero distretto tessile di Prato rischia grosso.

Per questo lo stesso distretto - oggi chiuso al 90% per effetto delle disposizioni governative sulle attività "non essenziali" - è convinto che si debba proteggere l'integrità della filiera. E per questo una trentina di aziende si è messa in moto e ha firmato una lettera d'intenti con cui s'impegna a «mantenere inalterato il flusso dei pagamenti verso tutti i propri fornitori», in particolare quelli del distretto tessile pratese così da «non aggravare la liquidità disponibile per ciascuna impresa».

La lettera, aperta all'adesione di tutte le imprese, per adesso è stata firmata da Nuove Fibre, Gruppo Colle, Beste, Vignali, Luilor, Azeta, Pinori, Bellandi, Pontetorto, Albini&Pitigliani, Lanificio Balli, Manifattura Tessile Risaliti, Fortex, Toscochimica, Lineaesse, Progetto Lana, La Fonte, Dykem, Vaporizzo Lia, Fratelli Pratesi, Rifinizione Alan, Lanificio Texco, Fil3, Filpucci, Linsieme Filati, Omega, Rifinizione Banelli, Intespra, Sneider. L'idea della lettera d'intenti è partita dall'associazione Pratofutura guidata da Stefano Betti che dice: «Siamo in una fase delicata in cui l'etica del lavoro rischia di essere calpestata. Noi vogliamo evitare che si creino problemi alle lavorazioni della filiera e vogliamo anche mandare un messaggio ai nostri clienti affinché siano ugualmente puntuali nei pagamenti».