Oggi | 2 aprile 2020 12:38

L'economia toscana sta perdendo 1,2 miliardi al mese

«Rimandare la riapertura delle aziende indebolirà ulteriormente la tenuta del sistema economico regionale, già messa a dura prova dalla crisi e che, si stima, sta già perdendo 1,2 miliardi di euro al mese di valore aggiunto». E' il nuovo allarme lanciato dal sistema confindustriale toscano, che esprime «forte preoccupazione per l'ulteriore blocco di tutte le attività produttive» deciso dal governo, e che prolunga quindi una condizione di fermo che in numerosi territori toscani «ha toccato punte del 90%, con un forte impatto sulla situazione delle aziende e sulla possibilità di ripresa».

Per questo motivo, affermano le confindustrie toscane, «perché la recessione già in atto non si trasformi in una depressione dai costi sociali altissimi, con la perdita irreversibile di settori-chiave della nostra economia, il sistema confindustriale toscano chiede di riprogrammare in tempi rapidi la ripartenza del motore produttivo regionale, mettendo al primo posto la sicurezza dei lavoratori, ma rimodulando la stessa definizione di settore strategico».

Tuttavia, si sottolinea nell'appello, «per le aziende toscane lavorare in sicurezza è la priorità; la sicurezza dei nostri lavoratori viene prima di tutto: lo è sempre stata e lo sarà sempre», dichiara il presidente di Confindustria Toscana, Alessio Marco Ranaldo. «Se le imprese sono in grado di assicurare ai propri dipendenti di operare in sicurezza - sostiene - dobbiamo iniziare a progettare una graduale ripartenza, anche attuando interventi ulteriori di protezione. Ed è pure necessario rivalutare il criterio dell'appartenenza a settori strategici, visto che quando ci dovremo far carico dei costi ingentissimi della ripresa, tutti i settori saranno strategici».