Oggi | 1 aprile 2020 18:38

Opas Newlat su Centrale del latte, toscani non allineati

I soci toscani della Centrale del latte d'Italia (Cli) - Comune di Firenze con l'11,91%, Fidi Toscana col 6,21%, Comune di Pistoia col 5,3% e Camera di commercio di Firenze col 2,31% - potrebbero imboccare strade diverse di fronte all'offerta pubblica di acquisto e scambio (Opas) che si appresta a lanciare Newlat Food, gruppo emiliano dell'agroalimentare da oggi, 1 aprile, nuovo azionista di maggioranza (col 47,58%) della stessa Cli. Sia Newlat che Cli sono quotate al segmento Star di Borsa italiana.

L'offerta prevede per ogni azione Cli conferita all'Opas una parte cash (1 euro) e una parte in azioni Newlat (0,33 azioni ordinarie di nuova emissione).

Ma se Comune di Firenze e Camera di commercio di Firenze sembrano intenzionati a non aderire all'Opas («Continueremo ad essere soci di Cli», fanno sapere dalla Camera di commercio), la finanziaria regionale Fidi Toscana e il Comune di Pistoia lasciano la porta aperta alla valutazione.

«Accogliamo con favore l'ingresso di Newlat, e questo ci consente di valutare con i soci o il mantenimento della partecipazione in Centrale del Latte d'Italia o la risposta positiva all'Opas, sempre salvaguardando il territorio e la filiera», afferma il presidente di Fidi Toscana, Lorenzo Petretto.

Valutazione in corso anche da parte del Comune di Pistoia. «Fin dal 2016 l'Amministrazione ha definito 'non strategica' la partecipazione nella Centrale del latte e ha tentato di venderla - spiega l'assessore pistoiese al Bilancio e gestione partecipate, Margherita Semplici - senza riuscirci. Nei mesi scorsi avevamo ricevuto una proposta informale da Newlat e il 4 marzo abbiamo pubblicato un nuovo bando sulla base di quella valutazione (1,8 milioni ndr), ma poi Newlat ha deciso evidentemente di cambiare strategia».

Il Comune di Pistoia si ritrova così in un vicolo cieco: se aderisce all'Opas, intasca 736mila euro cash e un pacchetto di azioni Newlat da dismettere, senza dunque liberarsi della partecipazione non strategica; se non aderisce all'Opas, resta un (insignificante) socio di minoranza di Centrale del latte. «Valuteremo cosa fare - conclude l'assessore - naturalmente tenendo conto di una serie di fattori, tra i quali il fatto che per aderire all'Opa serve un parere tecnico, il parere dei revisori dei conti e una delibera del Consiglio comunale».