Oggi | 31 marzo 2020 19:48

Savino Del Bene, ricavi a 1,6 miliardi e cargo dalla Cina

L'attività del 2020 sarà fortemente condizionata dall'emergenza coronavirus, che ha portato alla chiusura di molte fabbriche e al rallentamento dell'import/export in tutto il mondo.

Ma intanto Savino Del Bene di Scandicci (Firenze), il più grande gruppo di logistica a capitale italiano, chiude il 2019 consolidando i risultati dell'anno precedente, nonostante i segnali di flessione che avevano cominciato a farsi sentire nell'ultimo trimestre: il fatturato ha toccato 1,6 miliardi, in crescita del 3%, con un margine operativo lordo (ebitda) a 70 milioni (-1,9%). La merce movimentata è stata pari a 600mila teus via mare (circa il 65%) e 70mila tonnellate via aerea (25%). I risultati sono stati approvati dal consiglio di amministrazione presieduto da Paolo Nocentini, azionista di maggioranza del gruppo che conta 4.500 dipendenti nel mondo, di cui 1.500 in Italia.

L'epidemia di Covid-19 sta imponendo una riorganizzazione delle attività: dopo il volo charter cargo Roma-New York, che Savino del Bene ha organizzato il 23 marzo scorso per aiutare l'export di prodotti tricolori (in particolare di articoli di moda) vista la carenza di voli passeggeri e dunque anche di spazio merci verso gli Usa, ora il gruppo guarda a Oriente.

«Adesso i flussi di merce verso gli Usa sono caduti ai minimi storici - spiega Nocentini - mentre la Cina sta ripartendo e sta tornando alla normalità produttiva». Per questo Savino Del Bene ha noleggiato un altro volo charter cargo per il 3 aprile - un Boeing 777 capace di contenere 70 tonnellate di merce, pari a dieci Tir - che questa volta partirà da Shanghai e arriverà a Roma Fiumicino. «Grazie al nostro volo arriveranno in Italia soprattutto mascherine, camici e materiale sanitario», aggiunge il presidente.

Nel frattempo l'azienda ha deciso di far ricorso a ferie, permessi e, eventualmente, cassa integrazione per i 1.500 dipendenti italiani. Ma ha anche deciso di rinnovare i contratti a termine e di apprendistato. «Non abbandono nessuno», dice Nocentini.