Oggi | 31 marzo 2020 11:23

Mukki finisce nel portafoglio Newlat

Accordo in tempi record tra i soci torinesi della Centrale del latte d'Italia (Cli) - al cui interno nel 2016 è confluito il marchio fiorentino Mukki - e il gruppo agroalimentare emiliano Newlat, che diventa l'azionista di maggioranza dell'azienda lattiero-casearia e il terzo player del settore in Italia, con un fatturato di circa 500 milioni. La trattativa in esclusiva, come reso noto da Toscana24 , risale al 19 marzo. Sia Cli che Newlat sono quotate al segmento Star di Borsa italiana.

Oggi, 30 marzo, la capogruppo Newlat Group ha annunciato l'acquisizione del 46,24% del capitale di Cli da Finanziaria Centrale del latte di Torino, Lavia-società semplice e Luigi Luzzati, Marco Fausto Luzzati, Carla Luzzati e Sylvia Loew. Il prezzo pagato è di 6,47 milioni (1 euro ad azione) più 2,1 milioni di azioni Newlat Food, che permetteranno ai venditori di diventare soci col 5,3% di Newlat Food, la controllata a cui saranno cedute da Newlat Group le azioni oggetto di compravendita più un ulteriore 1,34% in portafoglio.

Per effetto dell'acquisto della partecipazione rilevante (47,58%) Newlat Food sarà tenuta a lanciare un'offerta pubblica di acquisto e scambio (Opas) sulle rimanenti azioni Cli, che imporrà ai soci toscani, che detengono il 25,7%, di scoprire le carte: il Comune di Firenze ha l'11,91%, Fidi Toscana il 6,21%, Comune di Pistoia 5,3% e Camera di commercio di Firenze 2,31%.

Le istituzioni toscane dovranno decidere se vendere le partecipazioni allo stesso prezzo pagato da Newlat Group ai soci torinesi: 1 euro ad azione più 0,33 azioni ordinarie Newlat Food di nuova emissione, operazione che li farebbe diventare (piccoli) azionisti della nuova proprietà. Se decideranno invece di non aderire all'Opas, continueranno a detenere una quota di minoranza di Cli.

Per adesso i soci toscani non si sono sbilanciati, limitandosi a dire che non hanno ricevuto informazioni, e dunque confermando di essere rimasti spettatori di un'operazione orchestrata altrove. Gli allevatori e i sindaci del Mugello hanno già manifestato preoccupazione per le prospettive future (e soprattutto per il mantenimento dello stabilimento fiorentino Mukki) e hanno chiesto un incontro alla Regione Toscana e al Comune di Firenze.

«Il progetto industriale prevede che Cli diventi la piattaforma di riferimento per l'intero mondo lattiero-caseario dell'entità risultante dall'operazione - afferma Newlat - facendo leva, tra l'altro, sulle filiere produttive di alta qualità regionali della Toscana e del Piemonte e sulla continuità manageriale rappresentata da tutti i manager e collaboratori che saranno convolti nell'importante progetto di crescita sotto la guida di Angelo Mastrolia, presidente esecutivo di Newlat Food, e Edoardo Pozzoli, già direttore generale e attuale amministratore di Cli».

Con questa operazione Newlat raggiunge un fatturato di 500 milioni e aggiunge al portafoglio - che comprende le fette biscottate Buitoni, la pasta Delverde e il latte Polenghi - anche i marchi TappoRosso, Mukki, Tigullio e Vicenza con l'obiettivo di fare sinergie su brand e territori.