Oggi | 30 marzo 2020 18:04

Il Consiglio di Stato ri-boccia il termovalorizzatore

Ancora una volta la Giustizia amministrativa dà semaforo rosso al termovalorizzatore di Case Passerini, nella Piana fiorentina. Il Consiglio di Stato, con sentenza pubblicata oggi, 30 marzo, ha respinto il ricorso per revocazione presentato da Q.Thermo contro la sentenza del 2018 con cui lo stesso Consiglio di Stato aveva annullato l'autorizzazione alla costruzione dell'inceneritore, previsto nel Piano provinciale di gestione dei rifiuti adottato nei primi anni Duemila, e modificato nel 2006 proprio con l'individuazione dell'area di Case Passerini e la determinazione delle caratteristiche dimensionali dell'impianto.

Per i giudici amministrativi, infatti, «non può trovare accoglimento» la tesi della società, secondo cui nella decisione del 2018 si ignorava «il contenuto degli atti amministrativi e, in particolare, quanto stabilito nel parere del Ministero dell'Ambiente sul Master Plan dell'Aeroporto in relazione alla ricollocazione dei cosiddetti Boschi della Piana». Secondo Q.Thermo, con le opere di mitigazione previste per il potenziamento dello scalo di Peretola - anch'esso poi stoppato da Tar e Consiglio di Stato - sarebbe stata infatti compensata la mancata realizzazione delle opere di mitigazione ambientale per il termovalorizzatore. «I vizi denunciati dalla ricorrente - scrivono i magistrati - attengono in realtà alle valutazioni giuridiche operate dal giudice d'appello sulle risultanze di causa, e di fatto mirano ad ottenere un inammissibile terzo grado di giudizio».

Esulta il Comune di Sesto Fiorentino, schieratosi contro il progetto di termovalorizzatore insieme al Comune di Campi Bisenzio, Associazione Forum Ambientalista, Wwf e Italia Nostra. «Siamo impegnati a fronteggiare una situazione difficilissima, ma da questa ennesima vittoria arriva un'altra conferma della giustezza delle nostre posizioni», afferma il sindaco Lorenzo Falchi (nella foto).