Oggi | 26 marzo 2020 13:48

Baker Hughes, avanti con service e manutenzione

Avanti, ma solo per l'assistenza e la manutenzione dei macchinari installati: è quanto prevede l'accordo sindacale raggiunto in Baker Hughes-Nuovo Pignone, che porta da subito a una «diminuzione significativa delle presenze di lavoratori in azienda», secondo quanto riferito dai coordinatori nazionali di gruppo dei sindacati dei metalmeccanici Alessandro Beccastrini (Fim-Cisl), Daniele Calosi (Fiom-Cgil) e Davide Materazzi (Uilm-Uil), che hanno espresso soddisfazione per l'accordo.

Le attività sospese «seppur altamente strategiche, possono essere sospese dal 26 marzo e fino al 3 aprile senza gravi impatti sull'economia del Paese e con effetti complessivamente contenuti sulle operazioni dei nostri clienti», afferma l'azienda dell'oil&gas, spiegando che «proseguiranno le attività relative alla funzione service, le attività di meccanica e montaggio e tutte le attività ausiliarie di logistica e supporto, che sono di interesse strategico e che non possono essere né sospese né rallentate senza compromettere la continuità dell'industria energetica, cruciale ora più che mai vista l'emergenza sanitaria che tutto il Paese sta affrontando. Proseguiranno inoltre le attività del cantiere di Avenza con capacità ridotta rispetto al normale»

L'alternativa prospettata dai sindacati era l'adesione alla protesta nazionale dei metalmeccanici: dunque, il rischio di uno sciopero almeno fino al 29 marzo. Il nodo era quello della tutela della sicurezza dei lavoratori - con la richiesta di uno stop emersa all'indomani del Dpcm del 22 marzo con nuove misure per limitare la diffusione del Coronavirus. «La salute prima di tutto, nell'interesse della collettività», affermano ora i sindacati.

«Nuovo Pignone è un'azienda di rilevanza nazionale per le macchine che consentono l'approvvigionamento energetico, e l'accordo garantisce che proseguiranno solo le funzioni inerenti l'assistenza e la manutenzione delle stesse», spiegano Fim, Fiom e Uilm, evidenziando come che l'intesa porti anche a «un'ulteriore diminuzione di lavoratori diretti e delle ditte esterne presenti in azienda, in quanto legati solo alle attività di assistenza e manutenzione delle macchine». L'azienda occupa direttamente circa 4mila lavoratori soltanto su Firenze, a cui vanno sommati i dipendenti attivi su Massa, e tutto l'indotto.