Oggi | 25 marzo 2020 11:09

«Mai vista una crisi così, fallirà il 30-40% delle aziende»

«Mai vista una situazione così, neppure nel 2008-2009 quando la crisi del distretto tessile di Prato fu durissima. C'è il rischio che il 30-40% delle aziende fallisca».

Andrea Cavicchi, che guida la sezione Sistema Moda di Confindustria Toscana nord (nata dalla fusione delle associazioni industriali di Prato, Pistoia e Lucca), dalle pagine del Sole 24 Ore di oggi, 25 marzo, rafforza l'allarme già lanciato dal presidente Giulio Grossi sulla tenuta del sistema economico locale post-emergenza. Da oggi il 90% delle fabbriche tessili chiuderà, in ossequio al decreto del presidente del Consiglio di domenica scorsa che impone lo stop alle attività considerate "non essenziali". Per Prato è un colpo micidiale, con un rischio in più: se l'inattività dovesse - come molti temono - prolungarsi oltre il 3 di aprile indicato finora dal Governo, i competitor potrebbero conquistare le quote di mercato delle aziende pratesi. «La Cina sta ripartendo - sottolinea Cavicchi - e la Turchia per adesso sembra al riparo dall'infezione».

Per questo Cavicchi chiede sostegni alla liquidità delle aziende, indicata come «il problema principale che le aziende dovranno affrontare a breve termine» per far fronte ai mancati pagamenti da parte dei propri clienti e riuscire a pagare i fornitori. Altrimenti, in una filiera com'è quella pratese del tessile, formata da tanti piccoli produttori che realizzano una fase di lavorazione, la catena produttiva si spezzerebbe e alcuni anelli salterebbero in aria.