Oggi | 23 marzo 2020 00:40

Nuovo Dpcm, Confindustria chiede tutela per le filiere

Stop alle attività produttive non essenziali, restano attive tutte le filiere legate al settore alimentare, a quello farmaceutico e biomedicale, oltre alle attività manutentive: il nuovo Dpcm varato domenica 22 marzo presidente del Consiglio Giuseppe Conte dispone la sospensione dell'attività da mercoledì 25 marzo per i settori non compresi nella lista (ampia) dei codici Ateco allegata al provvedimento.

Il sistema confindustriale toscano, ancora una volta con una nota congiunta, chiedeva che la scelta delle aziende che potranno rimanere aperte fosse effettuata anche «sulla base anche delle esigenze delle rispettive filiere, anche internazionali, partendo da quelli che sono definiti i servizi essenziali», una linea su cui sembra essersi attestato anche il decreto. Per questo, sostengono le associazioni, è «fondamentale il ruolo delle Prefetture per una applicazione del provvedimento che non sia pregiudizievole agli stessi settori considerati essenziali».

La procedura della comunicazione al prefetto da parte delle imprese incluse nelle filiere a servizio dei settori indicati come essenziali, secondo Confindustria Toscana Nord, potrà inoltre essere di aiuto «per sanare quello che è apparso fin dall'inizio come un punto cruciale della questione, soprattutto, ma non soltanto, per il tessile-abbigliamento. Questa procedura potrebbe anche servire per rendere operative senza altri ostacoli le imprese riconvertite o in via di riconversione produttiva verso mascherine e dispositivi di protezione, non necessariamente fornite del codice Ateco corrispondente». L'industria toscana chiede inoltre di garantire «immediata operatività al ricorso alla cassa integrazione, sia attraverso efficaci modalità di richiesta (ordinaria, straordinaria e in deroga), sia in relazione alle risorse disponibili».

Dall'altra parte i sindacati ritengono che la lista delle attività "ammesse" sia troppo ampia, e che non si debba aspettare fino a mercoledì 25 per lo stop: «Riteniamo non esserci le condizioni minime di serenità e tranquillità tra le lavoratrici e i lavoratori tali per tornare domani al lavoro», lamentano Fim, Fiom, Uilm della Toscana, che chiedono una «fermata generale» lunedì e martedì usando la Cig ordinaria per Coronavirus, fatte salve le attività necessarie per mettere in sicurezza gli impianti ed altre esigenze inderogabili e documentabili. «Nelle aziende nelle quali non si riscontrerà tale disponibilità si agirà con lo sciopero confermato a livello nazionale», aggiungono i sindacati dei metalmeccanici.