PROMO PA | 21 marzo 2020 10:31

#laculturacura: ginnastica online per il cervello

Il mondo della cultura è stato duramente colpito da questo periodo di emergenza sanitaria internazionale. Mentre s'interroga su come e cosa imparare da questa emergenza e si organizza per capire quanto saranno immensi i danni economici che dovrà sopportare, fa quello che più e meglio le riesce e le somiglia: pensa al pubblico, alla società dalla quale e per la quale nasce.

Una riflessione spontanea, nata da un sistema maturo che sta dimostrando di saper rispondere con forza alla sfida del virus ed è partita lancia in resta, invadendo la rete con incontri, letture, spettacoli, tour, lezioni, visite ai musei, workshop, film, e molto altro, tutto rigorosamente on line e rigorosamente per tutti.

I primi segni sono arrivati dai grandi Musei come Uffizi e Brera, con i loro tour virtuali online, seguiti dalle biblioteche che hanno dato accesso a titoli e quotidiani. Il Museo Egizio di Torino ospita le "Passeggiate del direttore", e costruisce narrazioni che tengono conto dell'attuale emergenza; la Collezione Peggy Guggenheim di Venezia è 24h sui social, mentre Palazzo Bentivoglio di Bologna ha messo online le mostre che non ha potuto aprire fisicamente; il Museo Madre punta sui pezzi sconosciuti, veri e propri inediti per il pubblico.

Ma non solo musei: Parma, Capitale Italiana della Cultura 2020, ha creato in una settimana una piattaforma, "Parma ritrovata" , alla quale si può accedere direttamente anche dal sito www.promopa.it, dove sono state caricate tutte le produzioni culturali del territorio, generando un grande entusiasmo sia di partecipazione – oltre 1000 adesioni in due giorni – sia di pubblico sui social e sulla piattaforma.

E in Toscana? Proprio da Firenze arriva una grande iniziativa sistemica #uffiziDecameron, con un hashtag lanciato dalle  Gallerie degli Uffizi, che riserva grande attenzione alle opere di Raffaello nel quinto centenario della morte dell'artista. La campagna – gioca sul parallelismo temporale e sulla metafora - prendendo il nome dal capolavoro di Giovanni Boccaccio, ambientato – com'è noto – durante l'epidemia di peste che nel 1348 sconvolse l'Europa.

E sempre a Boccaccio si ispira un altro Decameron , disponibile su Facebook. Al motto di "Una storia ci salverà" un gruppo di scrittrici (tra cui Teresa Ciabatti, Chiara Valerio, Helena Janeczek, Michela Murgia, Valeria Parrella e Alessandra Sarchi) ha organizzato un festival in digitale di letteratura, contribuendo così a trasformare il web in un grande palcoscenico che diffonde il mondo della bellezza, che produce il nostro Paese, come vero e proprio elisir taumaturgico.

Eh già… perché la cultura cura.

Francesca Velani