Oggi | 19 marzo 2020 19:07

Mukki nell'angolo: i soci torinesi vendono

Per i soci toscani della Centrale del latte d'Italia - al cui interno nel 2016 è confluita la Mukki - è arrivato il momento della verità: Comune di Firenze (con l'11,91%), Fidi Toscana (6,21%), Comune di Pistoia (5,3%) e Camera di commercio di Firenze (2,31%) saranno presto chiamati a decidere se mettere mano al portafoglio, per partecipare alla ricapitalizzazione da 30 milioni progettata dall'azienda, o vendere al nuovo azionista di riferimento che si delinea all'orizzonte. In alternativa, dovranno diluire le proprie quote.

Oggi, 19 marzo, i soci torinesi della Centrale del latte d'Italia (Finanziaria Centrale del latte di Torino col 40,11% e Lavia col 7,16%) hanno deciso di trattare in esclusiva, fino al 30 aprile, la cessione del proprio 47,3% - la quota di maggioranza - con Newlat Food, gruppo emiliano quotato in Borsa, 320,9 milioni di fatturato 2019, specializzato nei prodotti caseari e da forno con i marchi Polenghi, Giglio e Buitoni.

La mossa arriva dopo che gli stessi soci piemontesi nei mesi scorsi avevano disdettato il patto parasociale con i soci pubblici toscani, interessati ad avere tutele per la filiera produttiva territoriale. Newlat è una vecchia conoscenza di Mukki ed è, con tutta probabilità, il gruppo che ha avanzato l'offerta al Comune di Pistoia per rilevare la sua quota di poco superiore al 5% (pari a 736mila azioni) per 1,8 milioni, offerta che scadrà tra pochi giorni, a fine marzo.

Le carte si scopriranno il 29 aprile, quando è in programma l'assemblea ordinaria e straordinaria degli azionisti della Centrale del latte d'Italia per l'approvazione del bilancio, il rinnovo del consiglio di amministrazione e l'aumento di capitale, con o senza diritto di opzione, fino a un massimo di 30 milioni in cinque anni. L'obiettivo dichiarato finora era "rafforzare il patrimonio aziendale e proseguire nella prospettiva di crescita e investimento nel settore lattiero-caseario".