Oggi | 17 marzo 2020 14:18

Smart working, il Coronavirus spinge il mercato

Con le restrizioni dovute all'emergenza Coronavirus cresce la domanda di smart working in Italia. Un trend avvertito anche da Var Group, che parla di un incremento del 60% delle richieste di consulenza per l'implementazione sicura dei collegamenti da remoto e accesso sicuro alle reti aziendali in smart working, un 70% di incremento di richieste per il supporto e l'implementazione di soluzioni di condivisione dati e un +48% di richieste di dispositivi mobili.

Secondo l'analisi condotta su un osservatorio di oltre 10mila clienti in tutta Italia, «le richieste hanno riguardato trasversalmente tutti i settori - spiega l'amministratore delegato di Var Group, Francesca Moriani - e ci aspettiamo che superino l'incremento del 200%». Var Group ha intanto esteso lo smart working a tutta la popolazione aziendale, composta da oltre 2.000 persone nelle varie sedi presenti in Italia.

Lo smart working è anche entrato fra i parametri degli incrementi di competitività e di produttività previsti dal nuovo accordo quadro territoriale per la Toscana attuativo della detassazione dei premi di produttività per i dipendenti degli studi professionali, sottoscritto da Confprofessioni Toscana con Filcams Cgil Toscana, Fisascat Cisl Toscana e Uiltucs Toscana. L'accordo di secondo livello porta un'Irpef ridotta al 10% per i premi erogati ai dipendenti degli studi fino a 3.000,00 euro, se legati a incrementi di produttività, redditività, qualità, efficienza e innovazione misurabili e verificabili, anche con i parametri della conciliazione dei tempi di vita e lavoro, correlati all'introduzione di regimi di orario flessibile, telelavoro e lavoro agile.