Oggi | 17 marzo 2020 12:07

C'è il ''Cura Italia'', ma le categorie chiedono di più

«Mi pare di poter dire che molte delle richieste che avevamo avanzato al Governo siano state recepite nel decreto "Cura Italia" che ha approvato». Così la Regione Toscana, per bocca dell'assessore alla presidenza Vittorio Bugli, commenta il provvedimento da 25 miliardi nato anche per contrastare le conseguenze sull'economia reale dell'emergenza Coronavirus, mentre le categorie economiche chiedono ulteriori misure di sostegno.

«Daremo il nostro contributo al miglioramento complessivo di questo provvedimento», spiega . Il nostro obiettivo è far sì che possiamo attuarlo Bugli, sottolineando come venga estesa la cassa integrazione e previsti assegni di solidarietà a favore di alcune categorie di lavoratori. Con i 3,3 miliardi destinati alla cassa integrazione in deroga sarà possibile sostenere i lavoratori di tutti i settori e quelli delle aziende sotto i 5 dipendenti. Sospesi i pagamenti dell'Iva, quelli previdenziali e le altre scadenze nazionali, regionali e comunali, al congelamento del pagamento dei mutui sono destinati 1,7 miliardi e sono previste le trasformazioni in credito di imposta dei crediti delle imprese e del 50% dell'affitto di negozi e fondi commerciali. Un miliardo è destinato all'allargamento del fondo nazionale di garanzia.

«Il governo ha scelto una strada di risposta diretta a famiglie e lavoratori - dice Nico Gronchi, presidente di Confesercenti Toscana - e alle imprese ha fornito strumenti indiretti di sospensione, moratoria e nuovi finanziamenti. Certo non ci aspettavamo un bonifico sul conto corrente dei mancati fatturati per gli incassi di questi giorni, ma quelle messe in campo sono misure per l'emergenza. E' necessario che per gli autonomi fare anche altro, soprattutto se la crisi sanitaria continuerà a lasciare negozi, bar, ristoranti chiusi, gli alberghi vuoti e le città deserte».

Per Jacopo Ferretti, segretario generale di Confartigianato Imprese Firenze, si tratta di «una manovra complessivamente positiva, che dovrà necessariamente essere seguita da un'altra nel mese di aprile. Per il tessuto imprenditoriale fiorentino sono importanti soprattutto le misure che hanno un'immediata ricaduta su bar, ristoranti e attività ricettive. L'unico neo è la soglia dei due milioni di fatturato». Federalberghi Toscana accoglie a sua volta con favore il decreto, tuttavia «non ritiene sufficienti le misure approvate per salvaguardare il turismo. Il comparto sta vivendo una situazione drammatica, che secondo le stime vedrà gli alberghi registrare nel 2020 un crollo del fatturato di oltre il 70%».

Leonardo Bassilichi, presidente della Camera di commercio, evidenzia l'importanza delle associazioni della categoria e della stessa Camera, il cui ruolo «è fondamentale e lo sarà sempre di più nel prossimo futuro, per esempio nell'aiuto che potranno dare agli iscritti nella comprensione e applicazione del Decreto governativo in favore dell'economia italiana e, in prospettiva, nella fase di ripartenza e di rilancio che mi auguro possa arrivare presto. Potremo uscire rafforzati da questo brutto sogno solo con spirito di squadra e collaborazione tra pubblico e privato».