Oggi | 16 marzo 2020 17:07

Coronavirus: Hitachi stop, Jsw a metà, Kme assicura

La necessità di adeguare le fabbriche alle prescrizioni della lotta contro il Coronavirus viene declinata in Toscana in modo eterogeneo. Fim, Fiom e Uglm avevano proclamato uno sciopero di una settimana, fino al 21 marzo, per lo stabilimento Hitachi Rail di Pistoia, lamentando come il rispetto della distanza di sicurezza non fosse garantito in alcune aree della fabbrica. Ma lo sciopero è stato sospeso dopo che l'azienda ha deciso di chiudere tutti i suoi stabilimenti italiani.

«Stiamo aspettando che l'azienda ci chiami per una riunione via Skype - dice Jury Citera, segretario Fim-Cisl Toscana Nord - Come organizzazioni sindacali abbiamo iniziato una trattativa con l'azienda per riorganizzare le lavorazioni a rischio e sanificare tutto lo stabilimento e adesso aspettiamo di essere chiamati in videoconferenza per sapere come intende muoversi l'azienda».

Jsw Steel a Piombino a sua volta ha sospeso le lavorazioni non strettamente necessarie, procedendo alla sanificazione dei luoghi di lavoro, e successivamente alla fornitura di mascherine e dispositivi di protezione individuale. «Il treno rotaie - spiega David Romagnani, segretario della Fiom-Cgil di Livorno - è stato fermato. La ripartenza del treno a vergella è stata rinviata, il treno a barre è stato fermato, ma ripartirà in un paio di giorni. La decisione è stata quella di decongestionare i reparti: tutto ciò che può essere rimandato si rimanda, ciò che deve essere fatto perché abbiamo delle scadenze, invece si fa». Rimarranno così in esercizio il finimento del treno rotaie e i reparti di spedizione per rispettare gli ordini da inviare entro fine mese. Dispositivi di protezione anche per i dipendenti della Liberty Magona di Piombino: lo stabilimento ha attivato lo smart working per gli amministrativi, ha sospeso i tirocini, mentre la produzione prosegue regolarmente con i circa 400 addetti dotati di mascherina e guanti.

E' ripresa regolarmente la produzione alla Piaggio di Pontedera, dopo l'igienizzazione degli ambienti lavorativi e la riorganizzazione delle linee produttive per garantire la distanza interpersonale di almeno un metro tra i lavoratori. Ridisegnati anche gli spazi nelle mense per garantire le distanze di sicurezza. Tutti i dipendenti sono stati muniti di un kit sanitario composto da mascherina, guanti e occhiali protettivi. Kme invece ha stipulato un'assicurazione per tutti i propri dipendenti in Italia finalizzata a coprire i rischi da Coronavirus. La copertura assicurativa, che interessa circa 1.100 dipendenti, consiste in «un'indennità - afferma il gruppo del rame, che prosegue regolarmente la produzione a Fornaci di Barga applicando le disposizioni di sicurezza - in caso di ricovero causato da infezione, un'indennità da convalescenza, e un pacchetto di assistenza post-ricovero per gestire al meglio il recupero della salute e la gestione familiare».